Chi è senza peccato...
Venerdì 29 Maggio 2009
Ansa - Teheran, 5 Maggio - Un uomo e' stato messo a morte in Iran con il supplizio della lapidazione perchè riconosciuto colpevole di adulterio.... Leggi tutto...
Un'unica lunghezza d'onda
Sabato 25 Dicembre 2010
Quando la mia insegnante di italiano al liceo correggeva i miei primi temi, mi diceva sempre che mancava una parte importante: il mio punto di vista.... Leggi tutto...
A che ora è la fine del mondo?
Sabato 27 Febbraio 2010
Alcuni ricorderanno “A che ora è la fine del mondo?” come il titolo di una canzone di Ligabue del lontano 1994, altri invece, magari meno... Leggi tutto...
Libero di scegliere
Mercoledì 29 Settembre 2010
Crediamo tutti, o quasi, che ci sia un’entità suprema che disegna il nostro percorso di vita con un grande pennello di vari colori, c’è chi la... Leggi tutto...
Destinazione paradiso
Martedì 27 Gennaio 2009
Accade spesso, ad ognuno di noi, di sentire il bisogno di isolarsi, di ricercare un momento di tranquillità, di pace, di silenzio: dopo una giornata... Leggi tutto...
Il vincitore è solo
Sabato 19 Dicembre 2009
Fama. Denaro. Potere. Questi i “valori” posti sotto la lente d’ingrandimento da Paulo Coelho, uno degli autori più importanti della... Leggi tutto...
Sorridere vivendo
Domenica 24 Dicembre 2006
“Penseresti ad un angelo in libera uscita, ma non ha le ali”. È lei, la “libellula”, Simona Atzori, ballerina, pittrice nata senza... Leggi tutto...
Fratello metallo
Lunedì 22 Dicembre 2008
Fede e Musica si sono intrecciate sin dall’alba dei tempi, in particolare nell’ambito cattolico. Ma appare difficile trovare fuori dall’ambito... Leggi tutto...
Il tempo che vorrei
Sabato 27 Febbraio 2010
“I'll trade all my tomorrows for a single yesterday”: cambierei tutti i miei domani per un solo ieri, canta Janis Joplin. “Il tempo che... Leggi tutto...
Una leggenda anche per te
Mercoledì 01 Aprile 2009
Der Suchende: colui che cerca; come tutti i personaggi creati da Herman Hesse di cui ricorderete forse l’emblematico Siddharta, protagonista... Leggi tutto...
Lettera ad Abib
Domenica 22 Ottobre 2006
LETTERA AD ABIB Nello scorso numero avevo parlato della storia del mio amico Abib. Passa solo qualche... Leggi tutto...
Mi affretto dunque sono
Domenica 27 Febbraio 2011
Nelle ultime settimane mi sono concentrato, aiutato anche dalle mie letture, sul tema del tempo, o meglio sulla percezione di questo nella vita di... Leggi tutto...
Tra le macerie di Auschwitz ho visto Dio
Martedì 27 Gennaio 2009
Il 27 gennaio ricorre la Giornata della memoria. Come ogni anno, mi piace riprendere tra le mani un vecchio libro, il libro di Elisa Springer,... Leggi tutto...
A Natale brindo alla vita
Domenica 23 Dicembre 2007
In un’istantanea conversazione, una delle tante a cui noi giovani cerchiamo di affidare il nostro dialogo, una cara amica mi ha chiesto cosa mi... Leggi tutto...
Non lasciarti vincere dal male, ma vinci con il bene il male
Domenica 23 Gennaio 2005
« Non lasciarti vincere dal male, ma vinci con il bene il male » (Rm, 12,21) Giovanni Paolo II nel messaggio per la XXVIII... Leggi tutto...
Home Vangelo Giovane Si passa sempre dal deserto
Si passa sempre dal deserto
Scritto da michele bernardi   
Domenica 18 Febbraio 2007 00:00
smaller text tool iconmedium text tool iconlarger text tool icon

«Dopo aver esaurito ogni specie di tentazione, il diavolo si allontanò da lui per ritornare al tempo fissato». Lc4,13

… Ebbi un gesto di stanchezza: è assurdo cercare un pozzo, a caso, nell’immensità del deserto. Tuttavia ci mettemmo in cammino. «Hai sete anche tu?» gli domandai. Ma non rispose alla mia domanda. Mi disse semplicemente: «Un po’ d’acqua può fare bene anche al cuore…»…«Il deserto è bello», soggiunse. Ed era vero. Mi è sempre piaciuto il deserto. Ci si siede su una duna di sabbia. Non si vede nulla. Non si sente nulla. E tuttavia qualche cosa risplende in silenzio… «Ciò che abbellisce il deserto», disse il piccolo principe, «è che nasconde un pozzo in qualche luogo…».

Fui sorpreso di capire d’un tratto quella misteriosa irradiazione della sabbia. Quando ero piccolo abitavo in una casa antica,e la leggenda raccontava che c’era un tesoro nascosto. Eppure incantava tutta la casa. La mia casa nascondeva un segreto nel fondo del suo cuore…

Così scrive Antoine de Saint-Exupery nel suo piccolo capolavoro “Il Piccolo Principe”. Tuttavia l’esperienza comune ci dice esattamente l’opposto. Brutta cosa è il deserto! Il deserto è assenza di vita. È sole cocente, è acqua desiderata che si cambia in arsura. È aridità. È solitudine. Certo, è silenzio, non è il caos delle nostre città, né il fracasso di una discoteca; ma è un silenzio che devi riempire altrimenti ti schiaccia, è una solitudine che rischia di non portarti nel profondo della tua coscienza, del tuo cuore, lì dove è nascosto il tuo pozzo, ma di lasciarti in balia di pensieri vuoti e disperati. Gesù è andato nel deserto. Egli sa di avere una grande missione. L’annuncio del Regno di Dio gli brucia dentro. Ha cominciato ad annunciare con forza: convertitevi e credete al Vangelo perché il Regno di Dio è qui. O  tu lo accogli o passa oltre. Da allora non lo ha più fermato nessuno. È lo Spirito che lo spinge nel deserto. Sì, proprio quello spirito che dovrebbe protegge Gesù dal male, lo porta, invece, verso il deserto a misurarsi con il male. Il Vangelo inizia con la lotta contro il male. È il tempo della prova. Così inizia ogni storia personale, con la lotta e la tentazione nel profondo di se stessi. “Figlio, se ti presenti a servire il Signore, preparati alla prova”, dice la Scrittura. Dio vuole gente libera che lo segua, e vuole che chi lo segue non si inganni. Se voglio essere cristiano, lo devo essere fino in fondo. Se seguiamo noi stessi o le cose, siamo condannati alla infelicità e non vale la pena di buttare così la vita. O si è santi o non vale la pena di essere cristiani. Da un giardino a un deserto. Dal giardino delle origini a questo nuovo spettrale giardino di pietre e sabbia morta, che per assurdo ci fa ricordare l’Eden e che ciascuno si porta dentro, nido di vipere, specchio deforme del volto creato a immagine di Dio. Forse è proprio qui il segreto di questo tempo di Quaresima che abbiamo appena iniziato e che è racchiuso tra due parentesi: le ceneri e la risurrezione. Siamo cioè chiamati, in questi quaranta giorni, a compiere un itinerario difficile ma allo stesso tempo esaltante: risorgere dalle nostre ceneri, dalle sconfitte, dagli smarrimenti, dalla vita distratta e senza respiro, verso la vita buona. Certo, la nostra vita è spesso divisa tra l’assillo delle cose da fare, la sindrome dell’agenda, il sentirsi la vita segnata da impegni, appuntamenti, incontri, e il desiderio di fermarsi, di stare un po’ in pace, di riprendersi in mano la vita, di fare il punto, di mettere a fuoco le cose più importanti, di stare a pregare, se siamo uomini e donne di fede. Viviamo una sorta di lacerazione perché quando finalmente abbiamo trovato o ci siamo imposti questo tempo di calma, siamo assaliti dalle cose che dobbiamo fare e che in questo momento trascuriamo e quando siamo nel pieno delle attività ci assale la voglia di pace. Ma la Quaresima ci chiama a fermarci per vedere quanto valgono i nostri ideali, per cosa batte il nostro cuore, quali sono i desideri che lo muovono; di cosa è pieno il nostro pozzo profondo… Se abbiamo fatto dei soldi, del potere, del successo le colonne su cui poggia la nostra vita. Affrontare il deserto è allora affrontare questi idoli. Troppo spesso noi facciamo l’impossibile per evitare l’esperienza dello stare soli. C’è quasi panico, quando non c’è nulla o nessuno a distrarci. Viviamo in uno stato di anestesia che ci impedisce di sondare questo nostro deserto profondo, dove si sta soli con il nostro Dio e con gli idoli, con il bene e con il male, e dove ci accorgiamo di un tremendo sospetto: che nessuno offre amore senza condizioni, che a nessuno importa niente di niente, che non esiste un luogo dove ci sia permesso di essere vulnerabili senza essere usati. Ma dove ci accorgiamo anche che Dio  è presente come luce sepolta nel nostro pozzo e che la solitudine non esiste più perché con le sue mani Dio intesse nel profondo il nostro nuovo volto. Iniziamo la Quaresima affrontando le nostre tentazioni, quelle vere, a viso aperto. Esse sono sempre una scelta tra due amori, che continuerà fino all’ultimo giorno nel nostro cuore profondo, il nostro cuore fatto di cenere e di luce: di cenere che risorgerà, ogni volta che la Parola di Dio si leverà a guidarci sulla strada della vita.

 

Mostra altri articoli di questo Autore

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna