hai proprio ragione: tutte le partenze lasciano nel cuore una profonda nostalgia. Si parte, si va via da casa, sperando che arrivi quanto prima il giorno del ritorno, il momento di riabbracciare le persone care, i propri amici di sempre … e soprattutto il tuo caro bambino!
Da quando sei sposato ed è arrivato il piccolo Gigi a dare gioia alla tua vita, immagino che le partenze siano diventate ancora più pesanti da sopportare. Il lavoro ti chiama, è vero, ma il sorriso del tuo bambino non può essere ripagato da nessun lavoro gratificante e da nessuna bella città! Eppure quella che tu vivi è la situazione che tanti nostri giovani sono costretti a subire: la nostra terra, nonostante la sua bellezza ed il suo fascino, offre pochissime possibilità di lavoro e anche se nessuno ne parla più, si stanno di nuovo verificando – e sempre più intensificando – i tristi esodi che un tempo dovettero sopportare i nostri nonni.
Oggi le distanze si sono accorciate, grazie ai mezzi di trasporto sempre più veloci, ma la tristezza del distacco non può essere superata con nessuna tecnologia! Sai, caro amico, anche Gesù ha voluto fare la tua stessa esperienza: anche lui ha dovuto prima “staccarsi” dal suo Padre per venire in questo nostro mondo e poi ha dovuto “lasciare” i suoi amici, i discepoli, per tornare al Padre. È il mistero che celebriamo proprio in questa domenica! Il mistero dell’Ascensione: Gesù risorto torna al cielo, torna alla destra del Padre celeste. Ecco come il vangelo di Marco racconta questa partenza, con parole essenziali ma molto efficaci: «Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio» (Mc 16,19).
Prova ad immaginare con me il volto ed i sentimenti di Gesù in quel momento: stava per lasciare i suoi amici, coloro che avevano condiviso con lui tutto, stando con lui in ogni attimo della giornata. Insieme, Gesù e i discepoli, avevano fatto cose davvero grandi: avevano percorso lunghi kilometri, diffondendo gioia e speranza in tanti cuori; avevano pregato insieme; avevano fatto del bene a tanti, soprattutto ai deboli e agli ammalati; evidentemente avevano trascorso tanti momenti di entusiasmo e di divertimento. Ed ora tutto sembrava finito. Anche Gesù avrà sentito in quel momento tutto il peso del distacco, desiderando rimanere più a lungo con i suoi amici. Ma sono certo che neanche per un attimo il Signore è stato triste: sapeva che, tornando al Padre (anche se in realtà non si era mai allontanato da lui!) avrebbe ritrovato tutti i suoi amici! Sapeva bene che il Padre era capace di riempire il suo cuore ed il cuore dei discepoli della gioia vera, di quella gioia che vince le distanze ed è capace di unire per sempre.
Vedi amico, questo viaggio non allontana Gesù dagli uomini, ma porta noi uomini ancora più vicino a Dio. Il vero viaggio, allora, non è quello compiuto da Gesù, ma è quello a cui siamo chiamati tutti quanti noi: il viaggio verso ciò che è “celeste”, verso ciò che davvero conta ed è essenziale per una vita vissuta alla grande. Per questo i credenti non possono sentirsi mai soli! Anche nelle giornate che sei costretto a passare lontano dalla tua famiglia, non devi sentirti solo! Il nostro Signore non ci ha lasciati, ma continua ad essere sempre presente: è presente nella comunione che riusciamo a creare intorno a noi e dentro di noi; è presente nel perdono che siamo capaci di donare; è presente nel bene che diffondiamo; è presente nel sorriso del tuo piccolo Gigi. Allora anche le tue partenze assumo un colore diverso. Assumono il colore del servizio per la tua famiglia e per il piccolo Gigi: in questo modo hai l’autentica possibilità di essere sempre, con la mente e col cuore, unito a loro!
Ti abbraccio amico caro … a presto!











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