ti scrivo sempre con immensa gioia: il tuo volto è sempre legato, nel mio cuore, al ricordo dei bellissimi anni passati in parrocchia, dialogando, confrontandomi con ciascuno di voi, mettendomi in ascolto della ricchezza delle vostre vite! Oggi ti scrivo perché, leggendo il vangelo di questa domenica (Mc 1,14-20), mi sono tornate alla mente le barche ormeggiate nel porto della tua bella città.
Risuonano ancora nelle mie orecchie le voci dei tanti pescatori che al mattino svuotano faticosamente le reti che per tutta la notte hanno solcato le acque in cerca di pesci, capaci di fare la felicità o la tristezza di chi vive di quel che pesca. Amo tanto i paesi posti sulle rive del mare … profumano di semplicità e di amore per le piccole cose; effondano un rispetto per la Provvidenza e per la fatica quotidiana; sono sempre e comunque abitati da rapporti autentici e cordiali.
Amo il mare e i suoi mille colori, anche perché richiama facilmente alla mia memoria le passeggiate di Gesù con i suoi amici, lungo le rive del mare di Tiberiade. Sembra di immaginare le nostre lunghe passeggiate sul lungomare della nostra città. Chissà, forse anche a Gesù con i suoi amici piaceva scherzare, si divertivano così come amiamo fare noi. Insieme sognavano un futuro pieno di luce, desiderando un mondo trasparente, dove accoglienza, rispetto e generosità non avevano bisogno di essere barattati con del vile denaro. Di certo però, mentre Gesù passeggiava sul lungomare di Tiberiade con i suoi amici, i discepoli, non si soffermava – come avviene nei nostri gruppi – a commentare questa o quella persona, apprezzando o disprezzando il mondo intero solo per come ci si veste o per il look dei capelli. Vi era nella loro amicizia una priorità: l’unità, la comunione!
Dovremmo imparare un po’ di più dalle passeggiate di Gesù!!! Mi piace ancora immaginare Gesù mentre scruta l’orizzonte, lontano sul mare, dove i colori si confondono: lì per il Figlio di Dio era facile scorgere le vite di ciascuno di noi, i tratti chiari e distinti dei nostri cuori, dei nostri sentimenti, delle nostre speranze. È questo il motivo per cui, amico caro, anche quando il Signore ci fa proposte grandi non sbaglia, va a colpo sicuro. Si tratta delle stesse proposte che ha fatto a quei pescatori sul lago di Tiberiade, diventati poi suoi amici: “Seguitemi, vi farò pescatori di uomini”.
Sono le stesse proposte che fa a noi! I nostri animi sono sempre inquieti, perché non riusciamo mai a scorgere con chiarezza l’esito delle nostre scelte, l’orizzonte della vita di ogni giorno: dove ci portano le scelte che facciamo giorno dopo giorno? Che futuro ci attende? Ricordi quante volte anche tu, amico caro, dicevi di avere bisogno di metterti in ricerca, di fare silenzio intorno a te e dentro di te? Avevi bisogno di cercare la tua felicità e per questa hai percorso tante strade, che ti hanno poi portato a scoprire che l’amore che cercavi era proprio al tuo fianco, era – per dirla con il grande Agostino – più intimo a te di te stesso!
Ecco allora cosa può significare essere pescatore di uomini, così come il Signore Gesù ci propone nel vangelo di oggi: essere follemente innamorati della felicità degli altri tanto da trovare in questa felicità la pienezza ed il senso più autentico della propria vita. Una mamma gioisce al solo vedere il proprio figlio sorridere. Un uomo è felice pensando la propria amata nella pace. Ogni figlio di Dio dovrebbe rallegrarsi nel vedere il proprio fratello nella gioia. È un contagio che crea unità, è una catena di gioia che da origine all’amore. Oggi nella Chiesa si prega per l’unità di tutti i discepoli di Cristo! L’unità…il più grande sogno di Dio. Ti auguro, caro Leonardo, di essere nella tua vita un pescatore di uomini che, calate le reti dell’amore e del rispetto, riesce sempre a creare unità!






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