ti scrivo ancora una volta all’inizio di un periodo particolarmente suggestivo, ricco per certi versi di un fascino che non esiterei a definire sovrumano. È molto tardi. La mezzanotte è passata da un po’: è il passaggio dal rumore delle tante feste di carnevale sparse per il nostro paese, al silenzio della quaresima.
È il passaggio dai suoni di un divertimento che cerca in tutti i modi di distrarci, al suono di un mormorio leggero che ci invita a riprendere la nostra vita tra le mani e scorgere tra le righe della nostra esistenza una presenza che si supera e ci sospinge verso un’umanità vissuta in pienezza. È un silenzio abitato quello in cui ti invito ad immergerti durante questo tempo di quaresima. Non solo l’ennesimo richiamo alla solitudine e alle diverse forme di mortificazione, che pure potrebbero aiutare questa nostra società a puntare all’essenziale.
Quello della quaresima è un tempo che tutti quanti noi riceviamo in dono per poter riscoprire chi siamo realmente, per poter finalmente guardare con autenticità e coraggio alla realtà del nostro essere! Ti invito con tutto il cuore – e sai che ti suggerisco solo cose utili alla tua felicità più vera – a partecipare alla S. Messa del mercoledì delle ceneri. Fidati! Quella celebrazione contiene in sé una ricchezza smisurata per la tua vita, per la nostra vita. Vedrai che il celebrante compirà l’affascinante rito di imporre le ceneri: rami di ulivo, bruciati, ridotti in cenere, vengono posti sul capo dei fedeli. Un tempo i sacerdoti, compiendo questo gesto, sussurravano le parole: “Ricordati, uomo, che sei polvere ed in polvere tornerai”.
Oggi viene usata più frequentemente un’altra espressione: “Convertiti e credi al vangelo”, ma il senso delle ceneri sul capo e del rito non è stato cambiato. Cenere sul capo. Cenere che scende nella mente, sui sensi, nel cuore. Cenere che si adagia sulla superficie dell’esistenza umana aspettando di poter permeare ogni anfratto della vita. Cenere che ci ricorda da dove veniamo e dove stiamo andando. Cenere che racconta un passato, mentre squaderna già completamente il futuro. Una cenere che non brucia la nostra dignità riducendoci al nulla. Al contrario quella cenere sembra entrare nella nostra quotidianità e gridarci forte: Che cosa è l’uomo perché te ne ricordi, il figlio dell’uomo perché te ne curi? Eppure l’hai fatto poco meno degli angeli, l’hai coronato di gloria e di onore!
Ecco chi siamo … Ecco dove andiamo! Siamo tutti figli! Tu, io, i nostri amici, i nostri cari … siamo figli, creati da un Dio che ci ama. Quante volte, amica cara, ripercorrendo la tua storia d’amore con Luca mi hai ripetuto che non ci può essere amore senza fiducia. Ora sono io a ripetertelo: credi che Dio ti ama al di sopra di ogni altra creatura? Allora fidati di Lui! Fidati di Dio, che dalla polvere ti eleva alle altezze delle schiere angeliche. Fidati del suo amore: non desidera altro che declinare la tua esistenza sulla sua, rendendoti preziosa, unica, irripetibile!
Che quella cenere possa scendere nella tua mente così da suggerire alla tua ragione che sei creata per amore. Che quella cenere possa invadere i tuoi sensi così da indicarti la strada che conduce alla felicità vera. Che quella cenere possa riempire il tuo cuore grande così da farti apprezzare le meraviglie discrete e silenziose che abitano questo nostro mondo …Allora, grazie a quella cenere, inizierai a scorgere quanto è prezioso ogni attimo dell’esistenza di ogni uomo e di ogni donna, cogliendo che valore possiede il singolo battito del cuore di chi ama. Imparerai a vivere anche il dolore come un dono e la sofferenza come un’occasione per crescere. Ti renderai conto di quanto vale la tua vita, la vita di tutti … perché Dio l’ha coronata di gloria e d’onore. Buona quaresima, amica cara, buon cammino!








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