Quando mi hanno proposto di fare questo articolo sono stato preso da due stati d’animo contrastanti. Da una parte non mi sono sentito coinvolto, per niente preso, indifferente. Dall’altro mi sono sentito stimolato, quasi provocato. Se l’ho scritto è perché ha prevalso il secondo punto di vista. Mi sono detto: “Immagina un ragazzo che parla di anoressia..”. È difficile parlare di un problema così serio e forse lontano. Credetemi, sono in difficoltà.
Potrei essere scontato e dire che la società, la televisione, i modelli ecc.. inviano messaggi che spesso vengono fraintesi (nella migliore delle ipotesi) e deviano i comportamenti specie dei più giovani, in questo caso delle più giovani. C’è uno stato di malessere, un’insoddisfazione, un senso di disagio nel rapportarsi con se stessi e con il proprio corpo. C’è chi sente di avere un corpo, come una massa di materia informe che qualcuno ha plasmato alla men peggio sull’io. E allora che c’è di male nello scolpirlo a piacimento di chi poi non si sa, o forse si sa. Il chirurgo estetico è la soluzione più ragionevole o almeno sembra esserlo. L’anoressia è una malattia; il dizionario parla di disagio psichico. È una materia difficile da trattare. Mi mette anche paura. Ma sapete mentre scrivo questo articolo mi capita di pensare, non so per quale associazione, alle parole del mio amico Samuele, di tre anni. Lui dice che “i bambini bravi sono quadrati e quelli monelli sono a forma di cerchio”. Questo essere quadrati mi fa pensare ai corpicini eleganti e affusolati delle modelle, comprese quelle che purtroppo hanno perso la vita. Mi vengono in mente i soliti numeri delle taglie, delle forme. Spigoli.. quelli del quadrato e delle spalle di qualche fanciulla, gli spigoli del disagio, della difficoltà riflessa. Gli spigoli di un prisma ottico che fa passare la luce e la divide in tanti colori. Beh l’anoressia è uno di quei colori, forse un po’ spento. Fa parte di quel disagio e malessere che si esprime in vari modi, che tutto insieme sembra luce, sembra la via giusta, ma alla fine è solo un colore spento. Possiamo e dobbiamo credere che quegli spigoli possono essere smussati, arrotondati. Magari incentivando anche modelli non proprio conformi ai “canoni” usuali. È umano compiacersi di piacere, è giusto provare un senso di accettazione non passivo. È solo la modalità da condannare, da cambiare, da smussare appunto. Il punto di vista di un ragazzo comune sull’anoressia? Voglio dire a Samuele che spesso per indicare la soluzione di un problema si dice che si deve trovare la quadratura del cerchio. Il quadrato è più conforme ai canoni, il suo perimetro è noto. Il cerchio è perfetto, sebbene la sua circonferenza non sarà mai calcolata con precisione. Ha bisogno di quel numero indefinito che dà ad ognuno il suo fascino originale e l’illusione di essere perfetto.









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