Alcuni giorni fa, durante la telecronaca di una partita in TV, ho intravisto uno striscione esposto sugli spalti, che ironizzava sul pessimo gesto di cui si è reso protagonista il difensore dell’Inter, Marco Materazzi, che ha colpito con un pugno un giocatore del Siena al termine della partita senza alcun motivo plausibile.
Lo striscione recitava pressappoco così: ”Materazzi, siamo fuori dal tunnel…”
Anche se si tratta di parole dal tono scherzoso, voglio cominciare proprio da qui.
L’espressione “siamo fuori dal tunnel”, potrebbe essere interpretata in vari modi…Io, per esempio, ho sorriso, immaginando Caparezza che incitava i tifosi a cantare la sua canzone…
Ed è stata questa mia ilarità che mi ha fatto pensare…perché non c’è niente da ridere, perché tutto mi è sembrato un voler chiudere l’episodio di violenza gratuita e ingiustificata a cui abbiamo assistito in maniera frettolosa. Invece bisogna capire…
Bisogna comprendere o almeno chiedersi perché tali avvenimenti accadono in un mondo che dovrebbe essere invece pulito e puro e che non è limitato all’ambiente calcistico (basta ricordare una partita dell’Eurolega di basket sospesa per una rissa tra giocatori).
Assumere un atteggiamento moralistico è piuttosto facile oltre che scontato.
Spero che non ci siano dubbi che tali comportamenti siano da biasimare e, prima ancora, da evitare. Ma un altro aspetto che mi ha colpito, è stata la reazione degli spettatori, degli osservatori e, soprattutto, dei tifosi.
E’ impressionante come si protesti facilmente contro la propria squadra per una cattiva prestazione sportiva e come, invece si taccia, altrettanto facilmente, quasi omertosamente, su “cattive prestazioni umane” di propri giocatori…
E’ giusto menzionare anche le poche eccezioni, che ogni tanto si verificano, come il bel gesto compiuto dalla tifoseria del Treviso che ha indicato alle forze dell’ordine colui che aveva lanciato un petardo sul campo di gioco causando lo svenimento del portiere della squadra avversaria.
Ma sono pochi i casi di correttezza sportiva, sia da parte dei giocatori che degli spettatori. E’ troppo alta la posta in palio…per i primi ci sono di mezzo i soldi, per gli altri c’è il rischio di trovarsi di fronte a qualcosa di più grande e non affrontabile.
Forse ciò accade perché è troppo facile emulare che opporsi, è più comodo seguire passivamente e prendere esempi sbagliati che cercare di riflettere un attimo invece di rendersi protagonisti di tutta una serie di atteggiamenti che hanno poco a che fare con lo sport…
Ma non è questo che accade anche nella vita di ogni giorno? Sul posto di lavoro o a scuola o all’università? In famiglia e con gli amici?
E’ meglio dividere “il solito” in gruppo o, peggio ancora, cullarsi in una sana indifferenza, che rischiare, presentare il proprio pensiero, le proprie differenze, il proprio punto di vista…
Ahimè…Caparezza! Siamo ancora nel tunnel! E ci siamo nel mezzo, nel buio più profondo, ben lontani dall’uscita luminosa!
Ai protagonisti fortunati del mondo dello sport, agli atleti sempre alla ribalta, ormai sempre sotto le luci della TV, mi verrebbe di gridare: ”Vergogna!”, ma a tutti noi uomini comuni, donne, giovani…dico: “Coraggio!”.
Non è impossibile essere leali, non è impossibile uscire dal “tunnel”, anche perché così non c’è crescita, non c’è novità, non c’è… “divertimento”.










Myspace
Webnews
Digg
Del.icio.us
Yahoo
Technorati
Googlize this
Facebook
Wikio
Diggita