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Home The Observer Calcio: anche speranza
Calcio: anche speranza
Scritto da fedele marrano   
Sabato 25 Gennaio 2003 11:02
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Ci eravamo proposti di non parlare del solito calcio che rapisce, ormai non soli il lunedì mattina, coloro i quali sembrano trarre da questo sport la linfa vitale. Eppure anche noi ci siamo fatti colpire dal fascino del pallone…

 Già! Sembra che qualcuno abbia portato la sua mente oltre le vicissitudini del calcio europeo e abbia cercato di portare un filo di speranza, sfruttando l’enorme coinvolgimento che questo gioco porta con sé. Si tratta di Gary Mabbutt, ex nazionale inglese, e Latrie McMenemy, dirigente del Southampton, che stanno cercando di far rinascere un campionato di calcio in Afghanistan. Una notizia poco pubblicizzata, una notizia vittima di quella legge mediatica per la quale un bombardamento fa più notizia di due uomini che, sfruttando anche la loro notorietà, cercano di portare un pizzico di divertimento a dei bimbi che hanno il volto solcato dalle lacrime.

Si pensa ad un torneo di dodici squadre, otto delle quali di Kabul con le restanti divise tra Kandahar e Herat. Un’impresa ardua, vista l’assenza di campi ben attrezzati, di divise per le squadre e soprattutto di soldi per il mantenimento di questo progetto.

Un’idea significativa, un esempio importante che finalmente viene dalle alte sfere e cerca di dare una nuova ottica a questo gioco che ha perso la sua genuinità, la sua semplicità. E nonostante si metta in luce tutti i giorni quanto abbia peso il suo spirito, puntualmente afferra tutti presentandoci di vitale importanza un errore arbitrale e distogliendo il nostro sguardo dalla vita vera e dalle speranze che dovrebbero – dico dovrebbero – alimentarla.

Molti potrebbero obiettare dicendo che forse sarebbe più opportuno investire quel denaro diversamente, cercando di sostenere problematiche di importanza sicuramente superiore. Su questo c’ è poco da discutere; forse però la speranza che riesca a trasmettere uno sport come il calcio, che fa vivere momenti di gloria anche ai più umili, fa gioire anche chi vede nella sua vita solo la disperazione, è evidentemente di natura speciale.

Vivere una partita di calcio direttamente, per i calciatori, che sentono la folla acclamatrice, ed indirettamente per coloro che si fanno trascinare  dall’entusiasmo, può permettere a questa gente di “staccare la spina”, di dimenticare, anche se solo per poco, la realtà difficile di un paese con tanti problemi. Per di più il calcio potrebbe allargare gli orizzonti e potrebbe anche contribuire a smuovere la situazione stagnante…Provo ad immaginare alcuni cambiamenti: che ne dite di un campionato di calcio femminile?

 

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