Come ogni anno, alla fine di Febbraio, tutti gli italiani si soffermano anche solo per qualche secondo a parlare del Festival di Sanremo…
L’evento nazionalpopolare, icona della musica italiana nel mondo, nel passato entrava prepotentemente nelle case degli italiani, nei bar, dovunque c’era una televisione e per una settimana faceva parlare di sé sia prima che dopo ma soprattutto durante.
Adesso? Il festival di Sanremo significa ancora qualcosa per la musica italiana? Negli ultimi anni c’è stato un regresso del festival, ma soprattutto ai giovani, che negli anni 60-70-80, seguivano con passione l’evento, non interessa più niente di Sanremo. Perché? Una mezza risposta a questa domanda c’è ed è il target dei cantanti che salgono ogni anno sul palco dell’Ariston. Cantanti che hanno fatto la storia della musica italiana, appunto, hanno fatto…
Puntualmente però continuiamo a vedere questi personaggi lontani dalle classifiche di MTV o dalle varie chart radiofoniche e televisive, ma sempre presenti su quel palco. Un po’ questo andazzo, compreso tuttavia dai responsabili artistici e televisivi del festival, viene mitigato dalla presenza delle nuove leve accanto ai big, e dalla presenza di alcuni esponenti della musica giovanile italiana che si gettano nell’assurda impresa Sanremo.
Adesso non vi parlerò da spettatore, ma da musicista. Il tono polemico non è verso questo festival, che tuttavia continuo a seguire, ma contro un sistema che non va assolutamente bene. Ormai il festival di Sanremo non è più rappresentativo della musica italiana, ma è solo una vetrina di antiquariato con alcune novità.
Questo è il frutto di una serie di scelte manageriali che anziché mettere la musica al primo posto, danno più peso all’auditel e alle fasce d’età degli spettatori del festival. Tuttavia negli ultimi tempi qualcosa si sta muovendo anche se c’è ancora tanto lavoro da fare perché il festival ritorni ad avere lo stesso ruolo nella società italiana che aveva trent’anni fa. Perché aldilà di tutto il festival oltre ad essere un evento musicale era un evento sociale.
Oggi non si capisce bene che tipo di evento sia. Una prova di questo è senza dubbio l’analisi dei dati degli ascolti che hanno privilegiato nell’ultimo decennio le edizioni presentate da determinate persone e ne hanno bocciato altre, tutto questo aldilà dei cantanti che salivano sul palco dell’Ariston.
E questo si ripercuote anche nelle scelte dei cantanti e delle case discografiche, vero motore del festival, per i quali Sanremo non è più una vetrina che apre le porte al successo, ma solo un palcoscenico il più delle volte snobbato. Aldilà di tutto comunque, l’Italia e gli italiani non potranno fare mai a meno del loro festival, e “se viene voglia di cantare canteremo” solo e soltanto “perchè Sanremo è Sanremo”.










Myspace
Webnews
Digg
Del.icio.us
Yahoo
Technorati
Googlize this
Facebook
Wikio
Diggita