Nella nostra società l’uso del tempo libero, trascorso al di fuori della famiglia e della scuola, ha assunto un ruolo sempre più importante nei processi formativi dell’individuo. Fare sport, ad esempio, mette in moto il processo di socializzazione che invita alla cooperazione e al rispetto dell'altro, fonda la competizione, sul rispetto delle regole, in una gara che esalta le qualità positive, in una competizione che non è mai contro gli altri, ma che punta ad ottenere i risultati migliori, che invita all'impegno onesto, alla preparazione, alla gioia e, specie tra i giovani, al divertimento.
Infatti, una squadra è caratterizzata da una sorta di legame che unisce tutti quelli che le appartengono; viene così sviluppato nell'individuo il senso di appartenenza ad un gruppo e nasce una collaborazione fra i vari membri che imparano a contare sugli altri oltre che su loro stessi. Lo sport dunque, prende la sua connotazione di “palestra di vita” nella quale agiscono le dinamiche interpersonali che conducono alla crescita psicologica; per questo è necessario estenderne la pratica e invogliare i giovani per evitare che si riducano a meri tifosi e spettatori fanatici delle varie curve. Questo è un compito di prima grandezza educativa.
Avendo la consapevolezza dei valori che lo sport riesce a tirar fuori da ognuno di noi, il Servizio per la pastorale giovanile di Molfetta ha deciso di ripristinare le “Ecclesiadi”, ovvero dei giochi olimpici ecclesiali che mirano a coinvolgere i giovani di tutte le parrocchie per farli riassaporare il gusto associativo e di comunione tramite la sana competizione impiegata nei vari sport da scegliere. Nella manifestazione, che si terrà il 24 aprile presso l'oratorio di San Domenico, ogni gruppo delle tredici parrocchie che hanno aderito con entusiasmo all'iniziativa porteranno striscioni e bandiere per dare inizio ufficiale alle gare.










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