Questa che sto per raccontarvi è la storia di un amore. Una storia comune a molti giovani del sud, a molti giovani del nostro tempo. È la storia di due giovani che si conoscono, si innamorano e si fidanzano. In estate. Quando il sole e il mare fanno passare in secondo piano anche i pensieri più tristi.
Dopo il tempo delle vacanze e del riposo, arriva il momento di decidere per il futuro. Così vanno a vivere a Milano, dove entrambi trovano un lavoro. Lì cominciano una nuova vita, una vita dura che però vivono con dignità e serenità grazie soprattutto all’affetto che li lega e al progetto che condividono nei loro cuori e cioè quello di formare una famiglia qualora le cose fossero andate bene.
Passano gli anni e quei due giovani si sposano. Ma questo non è il lieto fine della storia, piuttosto è l’inizio. Infatti questa è soprattutto la storia dell’amore dei due giovani per il loro paese. Perché i due ragazzi stanno per tornare “a casa”. Hanno cercato e trovato un lavoro qui, nella terra dove sono nati e cresciuti, dove si sono innamorati. Nella terra che amiamo nonostante la sua avarizia, nonostante ci dia così poche opportunità, così poche speranze. Per molti è da sciocchi rimanere in questo posto senza lavoro, senza futuro, senza niente. Altri però decidono di scommettere ancora su questa terra forse perché non sono abbastanza coraggiosi o forse perché lo sono tanto di più. Molte volte ho sentito dire che è difficile partire, ma che è ancora più difficile restare.
Credo che per i due “nostri amici” sia stato altrettanto difficile decidere di tornare perché ciò che li aspetta non è facile. È un nuovo inizio. Un inizio con molte incertezze, ma anche con molte speranze. È un ritorno carico di significati, è un ritorno basato su una scelta difficile, quella di voler vivere qui a sud, di voler far nascere i loro figli qui, in questa terra tanto dura quanto calda e passionale, che non si può non amare. È un inizio.
Così come ogni giorno è un nuovo inizio per tanti, per tutti i precari del mondo del lavoro, per tutti i precari della vita, per gli immigrati che dormono alla stazione, per quelli che aspettano di avere il permesso di soggiorno, per gli studenti, per i genitori che vogliono arrivare alla fine del mese senza difficoltà, per gli innamorati, per le persone sole, per i sacerdoti, per i politici, per i malati. Ogni giorno scommettiamo, speriamo, lottiamo, preghiamo, scegliamo. Un augurio ai due giovani della nostra storia e a tutti noi per questi nuovi giorni che ci aspettano, per tutti gli inizi che saremo pronti ad affrontare.










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