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Home Società Un Babbo con le scarpe rotte
Un Babbo con le scarpe rotte
Scritto da annarita marrano   
Lunedì 22 Dicembre 2008 18:33
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Mentre la crisi economica fa capolino nei nostri portafogli, il nostro pensiero va già alla lista dei regali, un po’ scremata rispetto agli anni precedenti, ma sempre lì ad attendere un nostro momento libero, quando dobbiamo correre tra i negozi e cercare affannosamente sugli scaffali il pensiero giusto. La mente va alle carte da regalo e ai fiocchi rossi, ai bigliettini sfiziosi e alle parole d’auguri, molto spesso dovute e costrette.


Nel corso degli anni ci siamo trovati ad impacchettare un regalo chiedendoci se quei gesti meccanici il destinatario li aveva meritati, se avrebbero cancellato un rancore spesso nascosto o se sarebbero serviti ad avere qualcuno accanto nei momenti di disequilibrio e di solitudine. Questo nuovo black out economico ci ha posto di fronte ad una realtà nuova, sconosciuta a molti: la realtà del bisogno, del risparmio, dell’essenzialità. Questo buio improvviso ci ha fatto riscoprire a tentoni il valore delle cose, la loro autenticità e insostituibilità.

Rovistando nell’armadio ritroviamo un regalo, ormai ricoperto dalla polvere, di qualche amico lontano nel tempo e ormai dimenticato. Ci fermiamo ad osservarlo mentre nella mente scorrono i ricordi condivisi e, con gli occhi lucidi, rimpiangiamo la fine di un’amicizia. Con la sorpresa di un bambino che scarta il suo nuovo gioco, riscopriamo il significato di quel dono scordato: per anni ha cercato di tenere unite le vite di due persone ormai estranee fino a cadere giù nel dimenticatoio. Colpevoli più che mai, ci rimproveriamo la nostra assenza nei momenti del bisogno, il nostro orgoglio, la nostra immaturità nell’ammettere di essere imperfetti e di aver sbagliato, la nostra arrendevolezza nel recuperare un’amicizia agli sgoccioli, la nostra ingenuità nel credere che un rapporto sia semplicemente legato ad un bel bacchetto con un grosso fiocco.

Questo Natale forse il nostro Babbo arriverà con il sacco più leggero e le renne meno stanche, ma spero che il tintinnio dei suoi campanellini risvegli la nostra attenzione verso un cammino condiviso, una presenza nei momenti del bisogno e un’amicizia costante e mai dimenticata in un vecchio armadio.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 28 Gennaio 2009 11:24
 

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