Un giorno, in un futuro lontano ma non troppo, tutti gli uomini della terra si incontrarono in una grande città, per discutere e decidere le sorti del pianeta. I più ricchi (e quindi i più potenti) erano seduti attorno a una tavola rotonda, come quella di Re Artù, e tutti gli altri erano intorno e potevano solo ascoltare, ma non potevano dire nemmeno una parola, nulla di niente. Si cominciò dai problemi più gravi: crisi economica, finanziaria, monetaria, politica, religiosa, sentimentale e chi più ne ha più ne metta…
E poi c’erano la disoccupazione, il problema ambientale, l’aumento del prezzo del petrolio. C’era chi si lamentava delle banche, chi della Chiesa e del Papa, chi della politica, chi degli arbitri, chi degli emigrati, chi della poca pioggia e chi dei tanti temporali, chi della scuola e chi del traffico, chi preferiva le bionde e chi invece le brune. C’era un grande vociare e tutti parlavano su tutti e quelli che potevano solo ascoltare riuscivano a sentire solo il rumore delle parole, ma non ne coglievano il significato, non capivano niente di nulla. Ma, non si sa come, questi uomini così potenti e ricchi che dovevano essere anche molto intelligenti, riuscirono a scrivere un documento conclusivo su questo loro incontro generale.
Erano tutti d’accordo che sulla terra c’erano grandi problemi, che c’era differenza tra nord e sud del mondo, soprattutto adesso che il sud era diventato molto più grande del nord. Anzi, in realtà, non si riusciva più a distinguerli tra loro e si parlava piuttosto di Su e Giù. Allora, Giù la gente aveva fame e l’acqua era poca; Su si mangiava nei ristoranti e c’erano anche le ville con piscina. Su c’erano grandi banche e grandi imprese; Giù la gente era costretta a emigrare perché non c’era lavoro. Su il clima era temperato e c’erano ancora le stagioni; Giù invece faceva o tanto caldo o tanto freddo. Si capiva che bisognava fare qualcosa per ridare respiro alla Terra e aria pura e acqua e frutti e sole e luce e vento e gioia e speranza e tanto affetto a tutti. Ma le crisi finanziarie, politiche, economiche, monetarie ecc…erano prioritarie e richiedevano grandi sforzi e sacrifici da parte di tutti, specie di quelli che potevano solo ascoltare che erano la maggior parte. Ad essi venne chiesto gentilmente di tornare subito a casa per cominciare a lavorare. I più potenti si strinsero la mano, soddisfatti del loro lavoro; fecero una foto di gruppo per i giornali con grandi sorrisi e pacche sulla spalla e poi andarono a mangiare al ristorante tutti insieme per mettere a punto le ultime cose. Perché su una cosa non ci sono e non ci saranno mai dubbi:”Quando lo stomaco è pieno è (più) facile parlare di digiuno” come disse San Girolamo.









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