Soldi soldi soldi… è piu di un tormentone stagionale. È stata e rimane una canzone che funziona sempre, che fa fischiettare e gonfiare il petto chi di soldi ne ha tanti e fa sospirare tutti quelli che lo stipendio riescono a farselo bastare almeno fino alla terza settimana del mese. Proprio gli stessi che, per cantarla con Rino Gaetano, “si son fatti il palazzo sul Jumbo” e “quelli che corrono sempre appresso all’ambo”.
No, non ha sbagliato il grafico a trascrivere il titolo, perché ormai quello dei saldi è diventato il periodo più atteso dell’anno per fare affari. Certo, io non ho mai creduto veramente a questa storia degli affari in periodo di saldi, eppure quest’inizio 2009 i primi colpi li ha già sparati. Una squadra di calcio si è assicurata per tutto il periodo dei saldi le prestazioni di un giocatore, tale Beckham che, per la sua età, è più un pezzo da outlet.
L’affarone però l’ha fatto una compagnia aerea francese che qualche mese fa voleva comprarne una italiana per una cifra consistente nonostante i numerosi problemi da risolvere. Le hanno detto di aspettare i saldi perché con molto meno avrebbe potuto comprare una parte della stessa compagnia subito e, dopo quattro anni, il resto. Fatto. Mica male no? Beh, comprarsi una compagnia aerea, anche se a rate e in periodo di saldi, non è da tutti eppure nel nostro piccolo anche in questo inizio di 2009 potremo ancora contare sul nostro “potere d’acquisto”. Diminuito certo, ma l’importante è che ognuno si abitui a queste due parole magiche: “potere d’acquisto”. Che poi non è proprio il “poter acquistare”, ma qualcuno ce lo vuol far credere e quindi, dagli oggi, dagli domani, a suon di spot e di servizi giornalistici ci siamo tutti convinti che “acquistare ai saldi convieeeeeene” e “per fortuna sono già arrivati i saldi quest’anno e siamo noi ad aver fregato la crisi!”
Ben presto ci renderemo conto che non è così, che la crisi c’è, continuerà per molto e ci sta divorando. Capiremo che il nostro “potere d’acquisto” (ma quanto ci piace la parola “Potere”) in realtà era meno potente del “potere di farci acquistare” detenuto da invisibili forze che muovono l’economia e che prima ti combinano un bel guaio e poi al grido “c’è la crisi c’è la crisi!” bacchettano i consumatori perché non spendono! E i consumatori, orecchie basse e mano al portafogli, tornano nei negozi a spendere. Ai saldi però!










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