The Obamacare
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Tressette a perdere - parte seconda
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Ni, mondlokaj civitanoj
Scritto da mauro capurso   
Sabato 27 Febbraio 2010 17:40
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Benvenuta/benvenuto a Bari,  in Italia. È per noi un piacere accoglierti al primo Meeting  Mondiale dei Giovani per un futuro sostenibile.  Questa frase ha segnato in maniera indelebile le speranze dei  giovani del mondo che si sono dati appuntamento a Bari dal  19 al 21 gennaio scorsi.

Nel  titolo della manifestazione, in esperanto (Noi, cittadini globali locali), è racchiuso il senso della stessa.  “Noi giovani rappresentiamo il futuro ed è necessario essere al centro di ogni politica poiché le scelte dei governi locali e territoriali sono determinanti per uno sviluppo sostenibile. Poter influenzare le scelte nelle aree urbane e sul territorio significa incidere concretamente sulle trasformazioni della società”, questo l’obiettivo degli organizzatori.

Poter attuare ciò non è sempre possibile, o meglio non lo è quasi mai. A dimostrazione di questo, si può pensare al fatto che le principali testate radiotelevisive a livello nazionale abbiano snobbato la manifestazione, nonostante essa sia stata un vero “evento” mondiale.  La mancata copertura mediatica non ha però precluso una partecipazione attiva dei delegati. 

Molto importante è stata la realizzazione dei workshop tematici, aventi l’obiettivo di definire un’agenda comune di priorità e iniziative da realizzare nei prossimi anni a livello g-locale, al fine di favorire la partecipazione dei giovani ai processi decisionali, insieme ai diversi attori che determinano le decisioni.

“Tre giorni di incontri tra più di 500 ragazzi, attivisti, volontari internazionali, sopravvissuti, universitari, ingegneri, tecnici... esseri umani, che più o meno quotidianamente si danno da fare per rendere migliore il mondo in cui viviamo. Così un po' per gioco, un po' perché ci credevamo, davvero abbiamo cominciato a prenderci cura del mondo che ci gira intorno... ed abbiamo cominciato a prendere in considerazione i problemi (magari alle volte più grandi di noi) e abbiamo cominciato a cercare soluzioni, modi per disciogliere quell'ingorgo di problemi nella soluzione delle decisioni”.

Questo virgolettato racchiude un po’ tutti le sensazioni di coloro che hanno partecipato alla manifestazione. E’ stato scritto da una mia amica, Teresa, attivista di Kenda, un’associazione di cooperazione tra i popoli.

Bari dopo Copenhagen. Entrambe scelte dall’ Onu per dar voce rispettivamente ai giovani ed ai potenti.

I “grandi” non hanno mostrato molta maturità nell’affrontare le scelte relative ai cambiamenti climatici; al contrario i “piccoli” hanno dato prova di quanto sia possibile guardare il mondo partendo dal basso, riassaporando il confronto, e non strattonandosi a colpi di percentuali… chissà che queste non possano essere le basi per un futuro migliore…

 

Ultimo aggiornamento Martedì 30 Marzo 2010 22:30
 

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