Sulle orme di don Tonino Bello
Giovedì 20 Maggio 2010
PAX CHRISTI lancia una esperienza di formazione all'impegno politico secondo lo stile del movimento, con un forte coinvolgimento dei giovani ... Leggi tutto...
A qualcuno piace il fumo
Martedì 27 Aprile 2010
Fate finta di essere davanti al televisore, e di guardare una puntata di “Superquark”. Certo, non posso dire di essere Piero Angela, date le... Leggi tutto...
La vita oltre la morte
Domenica 24 Ottobre 2004
Il tema della donazione degli organi appare, a prima vista, abbastanza angustiante perché inevitabilmente rimanda al concetto di morte e quindi di... Leggi tutto...
Vivi la vita!
Domenica 25 Ottobre 2009
Chiamata a scrivere poche righe sui giovani d’oggi, in qualità di madre e di educatrice…e da dove comincio?! Se penso all’essere giovane oggi... Leggi tutto...
Dio vi benedica!
Lunedì 06 Ottobre 2008
Quando, la sera del 4 agosto, sono riuscita a sistemare i miei pesanti bagagli sul traghetto per l’Albania, mi sono seduta per terra, stremata, e... Leggi tutto...
Lentamente muore
Domenica 21 Maggio 2006
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi... Leggi tutto...
Il peso del corpo
Lunedì 27 Ottobre 2008
L’uomo corre. Verso la felicità. Almeno così crede. La corsa è frenetica, ansimante, errante, deve correre. Verso quale meta? Chi lo sa. A... Leggi tutto...
A lezione di...sogni
Lunedì 22 Dicembre 2008
In una grande aula della Carneige Mellon University si tiene nel Settembre 2007 l’ultima lezione del prof. Randy Pausch, famoso informatico,... Leggi tutto...
Il capo dei capi
Domenica 25 Novembre 2007
6 puntate, un cast di 150 personaggi, 15 milioni di euro, 53 anni di mafia, 1 protagonista: Salvatore Riina, per gli amici Totò. Questo articolo non... Leggi tutto...
La solidarietà come prospettiva di impegno
Sabato 30 Gennaio 2010
Il testo del Cardinal Dionigi Tettamanzi è un manifesto che ci conduce attraverso pensieri semplici a cogliere e a riflettere sul modello economico... Leggi tutto...
Katrina dead's blues
Lunedì 26 Settembre 2005
“I've got no time for talkin' I've got to keep on walkin' New Orleans is my home ... Leggi tutto...
L'Italia vista dal cuore dell'Europa
Giovedì 21 Febbraio 2008
C’è poco da fare. Quando atterri all’aeroporto nazionale di Bruxelles hai subito nostalgia di casa. La pioggia sottile e fastidiosissima che sai... Leggi tutto...
L'occhio guardato
Venerdì 25 Aprile 2003
Non molto tempo fa ho ascoltato, con grande attenzione devo dire, la conversazione animata e partecipata di un gruppo di giovani. Tema: Grande... Leggi tutto...
Caro Lorenzo
Venerdì 29 Maggio 2009
hai proprio ragione: tutte le partenze lasciano nel cuore una profonda nostalgia. Si parte, si va via da casa, sperando che arrivi quanto prima il... Leggi tutto...
La goccia scomoda
Domenica 29 Novembre 2009
È difficile trovare l’incipit di questo mio articolo. Posso dirvi che il mio intento è quello di parlarvi della scomodità. Sulla maggior parte... Leggi tutto...
Home Società L'inerte cortesia
L'inerte cortesia
Scritto da annarita marrano   
Sabato 30 Gennaio 2010 17:13
smaller text tool iconmedium text tool iconlarger text tool icon

Ore 8:00: con gli occhi ancora gonfi di sonno e lo zaino sulle spalle scendo le scale in fretta, pronta per una nuova giornata universitaria. Il portone si chiude alle mie spalle: è una tipica giornata autunnale, dal cielo grigio che annuncia un acquazzone in arrivo.

Lui è già sull’uscio della sua casa a pianterreno: il cardigan in tinta con le nuvole, le mani nelle tasche dei suoi pantaloni anni ’40 e i suoi occhi stanchi, marcati dagli anni. Titubante accenno un saluto con un sorriso, come si fa con coloro che si conosce da una vita senza mai averci parlato. Mentre proseguo a passo svelto verso la stazione, mi immagino i suoi gesti meccanici nel prepararsi il caffè…poi mi chiedo se beve caffè, se preferisce lo zucchero, dove tiene di solito la caffettiera. I soliti interrogativi a cui non so dare mai una risposta per la mia inerzia, nascosta dietro la timidezza.


Ore 13:30: mentre torno a casa, attraverso il viale alberato, con il piacevole odore delle foglie bagnate e la quotidiana sigla del telegiornale. Cerco le chiavi nello zaino: lui è di nuovo lì, sul ciglio della porta, ad osservare scrupolosamente i bambini chiassosi che escono da scuola, le mamme frettolose che ultimano gli acquisti e gli automobilisti nervosi nell’ora di punta. Salendo le scale, ripenso al caos che ogni giorno c’è nella mia strada e al suo silenzio costante..alla sua solitudine. Il piatto è già pronto fumante sulla tavola: accanto a me c’è abbastanza spazio per un uomo e per i suoi ricordi ormai lontani. Mia madre mi sollecita a mangiare: il piatto diventa freddo!


Ore 17:30: la pausa dallo studio pomeridiano è categorica. Sollevo la tenda: il sole sta tramontando e i lampioni delle strade sono già accesi. La sagoma appoggiata alla porta è ancora lì: saluta i passanti suoi coetanei. Vorrei scendere per strada, avvicinarmi e chiedergli di mangiare insieme un pezzo di dolce, che mia madre ha appena sfornato. Vorrei ascoltare così la sua storia, sfogliando un album fotografico ingiallito, e conoscere l’anziano sconosciuto. Poi guardo il computer: lo studio mi aspetta. Posso sempre farlo più tardi.


Ore 21:30: sono pronta per la mia passeggiata serale. Le sue persiane sono già serrate: una luce fioca proviene dall’interno. Sebbene io sia ancora desta, il coraggio per bussare alla sua porta dorme già e nuovamente cerco di scacciare via il magone alla stomaco, assuefatta dalla mia inerzia e indifferente della sua solitudine. Domani mattina incrocerò il suo sguardo e sarò cortese come sempre nel ricambiare il sorriso di uno “sconosciuto”.

Ultimo aggiornamento Sabato 27 Febbraio 2010 17:31
 

Mostra altri articoli di questo Autore

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna