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Home Società L'incastro perfetto
L'incastro perfetto
Scritto da giuseppe mancini   
Domenica 25 Ottobre 2009 15:47
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I pezzi del TETRIS sono sette e per la loro somiglianza con delle lettere dell’alfabeto possiamo dire che sono: I, T, O, L, J, S e Z. Ma sono lettere o mattoncini? Così ho pensato: e se chi ha inventato il Tetris avesse scoperto la formula perfetta della vita?

In questo videogioco, progredendo nei livelli, il ritmo con cui scendono i pezzi dall'alto è sempre più rapido e diventa sempre più difficile incastrarli in maniera efficace. La stessa cosa accade nella vita: i problemi che ci troviamo ad affrontare diventano sempre più grandi e rapportati alla nostra età; più si va avanti con i livelli (ossia l'età), più le difficoltà da affrontare richiedono tutto il nostro impegno e l'esperienza pregressa acquisita in passato affrontando i problemi minori.


Ci sono momenti in cui si ha la sensazione di riuscire a mettere tutti i pezzi al posto giusto e ciò accade quando le cose ci vanno bene, quando siamo in sintonia con noi stessi e non ci manca la lucidità e l'abilità di prendere le decisioni migliori e in fretta. Arriva però il momento in cui i pezzi scendono troppo velocemente e non hai più il tempo o la voglia per riflettere; la distrazione, la velocità degli eventi che ci accadono oscurano la nostra coscienza, mettono a tacere il nostro istinto.


Appena inizi a giocare al Tetris la schermata è vuota. Neanche un mattoncino. Poi cade il primo mattoncino, è uno di quelli che somigliano a una J, quella di “Junior”; così, da piccolo, tu scopri il mondo, lo osservi, e forse lo vedi per quel che è. Il muro del Tetris cresce, e tu con lui. Viene una S, e ti vesti per andare a “Scuola”; tra pianti, sorrisi ed emozioni cominci a ritagliarti un sogno per rispondere all’ennesimo “cosa vuoi fare da grande?”. Sei felice. Poi diventi adolescente, e con la T scopri i tuoi “Timori”. Il muro continua a salire e se sei fortunato, viene giù la L; finalmente il tuo “Lavoro”, quello per cui sei convinto che la società si accorga di te, dei tuoi talenti e della ricchezza della tua persona, che per un po’ potrà salvarti il gioco e parare tutti i buchi che vuoi.

Se però non sei abbastanza fortunato arriva la Z e tu sei lì a preparare il tuo Zaino che ti porta lontano da casa, dagli affetti, dalla tua infanzia; cerchi di girare il pezzo magari a testa in giù così da svuotare lo zaino e restare, ma noti subito che si incastrerebbe male e vai avanti. Il muro di mattoncini è alto, e ora ti imbatti nella O, con il lavoro, il tuo carattere, conosci un nemico che odierai: l’Omologazione. Quel mattoncino non sai mai dove metterlo e vorresti non venisse mai; però viene, lo metti in una posizione scomoda e ti crea un buco che non saprai come tappare. E ripensi a J, a quando era tutto facile ai tempi della S. Ti ritrovi questo muro di mattoncini altissimo, con colonne vuote sparse qui e lì. Sei solo, ti senti solo.

Aspetti quel pezzo che viene una volta ogni mille anni, la I. E dai la colpa di quel muro costruito male, al fatto che non ti sei mai Innamorato oppure, quando è successo, in realtà non ha distrutto molte cose cattive, non ha tappato molti buchi, forse perché vedevi il tuo amore come un mattoncino e non una persona. Il marcio forse restava, anche se in parte spariva via. Piuttosto però, quella I, probabilmente ha creato altri guai. Ormai sei convinto che i pezzi scendano giù troppo velocemente e “fare la linea” sia una vera impresa.


Fermiamoci un momento…vorrei condividere con voi una piccola riflessione: è mai possibile che "la vita sia come il Tetris e che non importa l'entità delle cose che ti accadono, ma l'importante è saperle mettere nel posto giusto"? Al prossimo incastro.

Ultimo aggiornamento Domenica 29 Novembre 2009 16:45
 

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