Nella nostra vita, schiavi della routine quotidiana, ricerchiamo occasioni per evadere, emozioni forti, esperienze intense che ci risvegliano dal torpore, che segnano il cuore, che ci travolgono in un vortice di sensazioni e sentimenti, che ci trasportano in una dimensione parallela. La ricerca diventa affannosa perché le sensazioni e le emozioni devono essere sempre più sconvolgenti per poterci ridestare, rivitalizzare.
Quelle emozioni che non troviamo in noi stessi le cerchiamo al di fuori. Un amore passionale, l’alta velocità, la musica a tutto volume, gli stupefacenti, il bungee jumping, i libri, i film, tutto ciò che ci circonda può darci quella scarica di adrenalina cercata in ogni istante e rincorsa, ma il contenuto deve essere come un pugno nello stomaco; ognuno, poi, trova quello che gli è più congeniale. Queste emozioni, solitamente, si cercano da giovani perché il fisico è più energico, ma anche perché si vuole lanciare una sfida a se stessi e al mondo.
I giovani sono piccole formiche che camminano in cerca del nuovo che possa dare loro lo sprint e la voglia di andare avanti cercando di colmare un vuoto che non colmeranno mai, perché quel vuoto è stimolante in una ricerca che si vorrebbe durasse per sempre. A questo punto c’è una scelta da operare: o si continua in questa ricerca affannosa dello stimolo, del piacere, oppure ci si ferma e nel momento di tranquillità, dopo aver viaggiato a folle velocità fino a quel momento, domande ampie pervaderanno la mente: Chi sono? Dove sono? Le risposte o le non risposte possono indurre a spingere di nuovo il piede sull’acceleratore… ma ne vale la pena?
Non sarebbe meglio riuscire ad emozionarsi di fronte alle piccole cose della vita quotidiana, non dandole per scontato, ma considerandole come un dono che ci viene rinnovato ogni giorno e di cui essere grati? Affiniamo l’udito, il gusto, l’olfatto, facciamo il vuoto dentro ed un’infinita varietà di messaggi emozionanti arriveranno e potremo assaporarli e memorizzarli per poterli rivivere in un ricordo quando si ha voglia…Il giorno in cui non riusciremo più ad emozionare e ad emozionarci forse il nostro cuore continuerà a battere, ma la nostra persona sarà morta perché solo se si assapora lentamente e con gusto la vita, giorno per giorno, ringraziando per quello che si ha, se si trasforma con entusiasmo il “se” con il “voglio e posso!”...allora si potrà urlare al mondo intero: io amo! e l’arcobaleno delle emozioni avvolgerà ciascuno in ogni giorno della vita.











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