Il cuore batteva veloce nel petto, tra le dita risuonavano le monete, l’amica ci incoraggiava ad agire e nella cabina telefonica si componeva quel fatidico numero di casa. Si sperava che venisse a rispondere lui e, fino a quando non si sentiva il “pronto?” con la voce desiderata, si tratteneva il respiro. Non è un racconto tanto lontano questo.
Tutto il giorno si era lontani: si poteva solo immaginare la vita del compagno e a sera le ore passavano veloci tra i racconti dell’uno e dell’altra. Si parlava, si discuteva, si camminava e quel “ti amo” sussurrato, desiderato, conquistato, faceva venire i brividi sia a chi lo pronunciava che a colui al quale era diretto. Poi le cose sono diventate via via più semplici.
La tecnologia ci ha permesso di annullare le distanze, di essere rintracciabili e reperibili sempre e ovunque. Se all’inizio bastava però uno squillo per augurare il buongiorno e la buonanotte, successivamente le compagnie telefoniche hanno cavalcato la nostra bramosia di avvicinarci sempre più, il nostro desiderio di comunicare a tutti i costi e ci hanno “regalato” fino a quattromila messaggi al giorno, minuti gratis per parlare con tutti (amici, fidanzato e amante), promozioni telefoniche a non finire.
Adesso si conosce tutto della giornata della propria metà: ci si scrive ogni cosa, da quando ci si sveglia a quando ci si mette il pigiama. E quando la sera ci si incontra, si sa già tutto e si perde un po’ di quel mistero, di quella magia dell’amore, dell’attesa di chiedere, di sapere, di parlare, di conoscersi sempre meglio. I minuti di conversazione o i messaggi sono anche troppi per le 24 ore che abbiamo ogni giorno.
Ora è troppo facile scrivere “ti amo” ed è sempre più difficile guardarsi negli occhi e dirsi ciò che si sente; ora ci si lascia e ci si prende con un messaggio; ora si ha l’illusione di sapere e di conoscere, di essere sempre più vicini, mentre in realtà ci si allontana, ci si nasconde dietro uno schermo, dietro una foto, dietro frasi ritagliate. Forse sono troppo nostalgica, è vero. Ma mi piace ripensare ai vecchi amori costruiti piano piano, con sacrifici e lunghe ma dolci attese e che forse, anche per questo, duravano di più.





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