Sabato pomeriggio. Di corsa in giro per sistemare le ultime faccende del fine settimana. In testa i 100 milioni di euro visti in tutte le salse: spot televisivi, telegiornali, megaposter in ogni dove. Giro di telefonate tra amici per decidere le quote del sistemone da giocare. Tutte le ricevitorie abilitate alla Lottomatica sono prese d’assedio. Comincio la fila chilometrica per ritagliarmi, anche io, un pezzetto di fortuna. Rivedo i numeri nell’attesa, come quando si ripassa in tutta fretta prima di un interrogazione, aspettando il mio momento.
Rimango stupito dall’eterogeneità del pubblico di giocatori. Ormai non trovi soltanto i classici giocatori di “professione” pronti a puntare su tutto e di più, ma semplici padri di famiglia, casalinghe, commercianti, professionisti, coppie di pensionati, addirittura madri che timidamente restano fuori dalla sala, in attesa che il proprio figlio giochi la bolletta, costrette poi ad entrarvi, rosse in viso per la vergogna, perché un minorenne non può giocare se non accompagnato da un adulto. Ripenso ai tappeti di gratta e vinci, chiari segnali che nei paraggi c’è una ricevitoria. Si gratta in tutte le posizioni e su qualunque superficie; c’è qualcuno che non spegne nemmeno il motore dell’auto, velocissimo nel grattare come quando con una mano si toglie la polvere dalla copertina di un vecchio libro per leggerne chiaro il titolo, o si raschia via lo sporco da una superficie.
È questo spaccato di Italia che, dal nord al sud, in maniera sempre più crescente, affida le proprie speranze economiche ad una giocata di 3 o 5 euro per vincerne 100/200 in modo da concedere un attimo di respiro al portafogli, il vero riflesso della società italiana di oggi. Prima la gente giocava la schedina o comprava il biglietto della lotteria nella speranza di arricchirsi e cambiare radicalmente la propria vita, oggi invece si puntano 3 euro, sperando di vincerne 100 o poco più in modo da concedersi una boccata di ossigeno per fare la spesa la prossima settimana, magari regalandosi una serata in pizzeria o al cinema per il weekend, perché quel che si guadagna con il solo stipendio o con la pensione non basta. Rimangono nella mente solo per pochi secondi le parole dello spot della Lottomatica: giocare moderatamente, parenti delle scritte sui pacchetti delle sigarette a cui purtroppo non prestiamo mai attenzione. L’aumento costante di giocatori agli sportelli delle sale scommesse significa che ormai gli italiani hanno perso ogni speranza nella politica; hanno capito che se vogliono cercare di dare un senso alla propria vita economica, anche solo per un giorno, non gli resta altro da fare che affidarsi alla dea bendata, in quanto se continuano a sperare che a farsi carico di ciò siano i lorogovernati moriranno disperati!
Le mie speranze le affido a questo articolo e mi vien da sorridere nel pensare che qualcuno magari, di primo acchito, con la chiave ha tentato di grattare via il titolo.












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