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Home Società Giù al nord
Giù al nord
Scritto da mauro capurso   
Sabato 30 Gennaio 2010 17:03
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È a Rosarno, cittadina di 15.855 abitanti “regolari” ed un migliaio di immigrati, che la Calabria si scopre nordista. In questa città del profondo sud, tra gli agrumeti e gli oliveti della piana di Gioia Tauro, in un comune commissariato per infiltrazioni mafiose è stata scritta una delle pagine più tristi della nostra storia contemporanea.

È in questa città che una flotta di miserabili, cercavano il paradiso e hanno trovato l’inferno. Quelli che Eugenio Scalfari ha definito “gli ultimi della terra, quelli che Gesù di Nazareth nel discorso alla Montagna promise sarebbero stati i primi nel Regno dei cieli”. Quelli che per 15 euro al giorno raccoglievano gli agrumi che finiscono sulle tavole di tutto il mondo, portando in alto il Nome della Calabria.

Quelli che vivevano ammassati in opifici dismessi, dove i topi banchettavano quotidianamente sottraendo le loro provviste alimentari. Quelli che silenziosamente a Natale raccoglievano le olive e gli agrumi e in estate si trasferivano in Capitanata per raccogliere i nostri pomodori. Cos’è successo? Cosa ha fatto scoppiare la rivolta? I fatti raccontano che il 7 gennaio, all’indomani dell’arrivo dei Magi (che non sono giunti in tutti i presepi perché, irregolari, sono stati respinti alla frontiera), in questa città si è rotto un silenzioso equilibrio ed è iniziata la caccia al nero. Lo spot turistico della regione lancia lo slogan “Non vediamo l’ora di averti qui”….

Perché giù al nord? Questo è il titolo di un film che ha avuto molto successo in Francia e che riprende il vecchio tema delle diversità tra Nord e Sud di uno stesso Paese. Scene di ordinaria matrice razzista che alle nostre latitudini sarebbero state, non dico impensabili, ma quasi. Scene fomentate da atteggiamenti e comportamenti che ascoltiamo quotidianamente durante i telegiornali, e che alla lunga finiscono con il seminare l’odio e l’intolleranza.

C’è chi a Rosarno si dichiara fan della Lega Nord ed ha da sempre utilizzato le ronde per il controllo del territorio, in una zona dove ad essere latitante è lo Stato, e non la ‘Ndrangheta. Ancora vive sono le immagini dei primo sbarco di massa sulle nostre coste nei primi anni ’90. Da quel giorno sono passati quasi vent’anni, l’America ha eletto il suo primo presidente nero, e noi? Noi sappiamo solo gridare “sporco negro” a chi ha la pelle di un colore diverso dalla nostra e fugge dalla povertà, dalla miseria e dall’inferno per fare quei lavori a cui noi ci sottraiamo perché troppo umili. Questa può essere considerata una colpa?

Ultimo aggiornamento Sabato 27 Febbraio 2010 17:32
 

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