La mia passione per la biologia spiega l’estrema curiosità con cui cerco di trovare un perché a qualsiasi cosa mi circondi. Ho sempre vivisezionato ogni problema con la razionalità di un’accademica, cercando la soluzione con l’istintività di uno “scienziato pazzo”. La prima immagine che mi viene in mente pensando al DNA è quella di un lungo gomitolo di lana, aggrovigliato su se stesso, racchiuso in una punta di spillo.
Questo poco spazio per una molecola così grande e, soprattutto, così importante. Era il 1953 quando Watson e Crick riuscirono con grande abilità a descrivere la struttura del DNA: una doppia elica, ove tutte le informazioni sono codificate da un linguaggio di solo quattro lettere.
A distanza di cinquant’anni il genoma umano è stato sequenziato e oggi i più noti scienziati discutono sul futuro della scienza. Conoscere il DNA significa conoscere
Una sola moneta e potrai conoscere il tuo futuro clinico! Il mistero della vita che ci circonda mi ha sempre affascinato: penso al genetista come un esploratore, che anziché gli stivali comodi usa il microscopio; al posto della cartina geografica usa le banche dati, con indosso il candido camicie bianco. Non ho mai avuto paura della sua “lente di ingrandimento”..anzi ho studiato per comprarne una identica.
Alla luce delle attuali conoscenze in campo scientifico, all’entusiasmo spesso si confonde la perplessità, alla passione si unisce la paura. Schiacciare forward e conoscere quale morbo raro potrà colpirlo, può cambiare la vita di un uomo? Ignorare, sereni, lasciando alla vita il suo normale percorso, o conoscere ed investire tutte le forze per evitare? Può il “chirurgo” del DNA operare tagliando e ricucendo i geni? Mutazione o perfezione: quale delle due è il vero volto della Vita?









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