C’è chi a trent’anni lavora in uno studio d’avvocato ma “arrotonda” facendo il cameriere, chi fa il part-time da ormai troppi anni, chi rimane stagista a vita, chi lavora in quelle agenzie web che qualche anno fa sembravano il futuro ed oggi sono un presente drammatico, chi vive flessibilità di ogni genere, chi vive accanto al cellulare perché aspetta un lavoro a chiamata. C’è l’operaio che da tre anni rinnova contratti di tre mesi.
C’è chi si laurea in economia e commercio e guadagna un’elemosina in un call center e poi loro, gli insegnanti, che magari ai concerti di Vasco Rossi urlano tutto il loro desiderio di avere una vita spericolata e la mattina successiva sperano in silenzio di guadagnare milletrecento euro al mese lordi attraverso un concorso per diventare professori ordinari.
Non sto parlando dei protagonisti di un nuovo reality show, ma della realtà, di una condizione in cui oggi migliaia di giovani si trovano a vivere, sgomitare, tentando di farsi le scarpe. Uno contro l’altro.
Parlo di quell’esercito di precari in cui il sottoscritto sta per arruolarsi. Qualche mese fa li definii “devoti di San Precario” perché non sanno se il 1 maggio avranno mai il diritto di festeggiare “San Giuseppe lavoratore”. Sto parlando di persone vere, mai raccontate, a cui Samuele Bersani ha dedicato una canzone, dal titolo inequivocabile “Sicuro precariato”, nella quale il cantautore fa emergere le difficoltà non solo economiche ma psico-sociali di un insegnante che vede riflessa la sua condizione di precario nella vita quotidiana, nel privato.
Ed è proprio dal quotidiano che il precario cerca di fuggire, stritolato dal circuito della vita al dettaglio scandita da contratti mensili (o se va bene trimestrali) che non ti permettono di alzare il tiro delle previsioni per il futuro. È anche per questo che molti, anche a quarant’anni, continuano a vivere a casa dei loro genitori. Lo faranno anche quando saranno cinquantenni. Fino a quando i loro genitori non moriranno ed allora potranno ereditare la casa. La loro prima casa.
SICURO PRECARIATO
Quanto sopravviverò nel mio ruolo di supplente?
Non credo sarà facile per me
arrivare all'ultima ora indenne agli attacchi, resistente
La verità? C'è una novità: ho qualcuno che mi ascolta
che mi domanda "allora da che pagina a che pagina 'sta volta?"
ma chi ha la luna storta dichiara apertamente "lei non conta niente..."
Ti spiacerebbe passarmi del sale? Sul primo canale c'è un gioco impossibile
Ti spiacerebbe passarmi del sale? Se porti giù il cane c'è il vino da prendere
Io sono un portatore sano di sicuro
precariato
e anche nel privato resto in prova
e ho un incarico a termine lo so
ma ho molta volontà, non c'è pericolo...
Figli della polvere raggrumata sotto ai banchi
anche per oggi non vi interrogo
ho saputo già dal preside e dagli altri
che vi siete alzati stanchi
ma è l'ultima possibilità che ho di chiedervi un piacere
vorrei sapere chi mi imita e perchè
non ne posso anch'io godere
una volta sola prima di lasciare
anche questa scuola
Ti spiacerebbe passarmi del sale? Sul primo canale c'è un gioco impossibile
Ti spiacerebbe passarmi del sale? Se porti giù il cane c'è il vino da prendere
Noi siamo portatori sani di sensi di colpa
e sulle mani abbiamo segni di medusa
io ho il sospetto che non se ne andranno via
ecco un esempio di eterna compagnia...
samuele bersani









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