A servizio dell'abitudine
Mercoledì 29 Settembre 2010
Con la ripresa delle attività invernali nelle parrocchie in fermento riprende la ricerca di giovani, motivati o titubanti che siano, che vogliano... Leggi tutto...
Inconsapevolmente degna
Martedì 29 Marzo 2011
“Eluana Englaro (Lecco, 25 novembre1970 – Udine, 9 febbraio2009) è stata una donna italiana che, a seguito di un incidente stradale, ha vissuto... Leggi tutto...
Fragile forza
Domenica 17 Settembre 2006
Malgrado la "cultura del conflitto" (come ricordato ad Assisi, nei giorni 4-5, in occasione della Marcia per la Pace) spesso radicata nella forma... Leggi tutto...
Oltre gli schemi, la felicità
Martedì 02 Novembre 2010
La felicità è totalità. L’uomo è felice quando ogni aspetto della sua persona trova la sua giusta esplicazione, ovvero riesce a manifestarsi... Leggi tutto...
Qualcuno gioca ancora con le bolle di sapone
Sabato 30 Gennaio 2010
Erano anni che non mi imbattevo nella emozionante esperienza di creare bolle di sapone. Mi è stato fatto il regalo di contemplare il suggestivo... Leggi tutto...
Viaggiare, suonare, amare, lottare, fare festa
Lunedì 27 Ottobre 2008
“Che senso ha essere una rock’n’roll band senza viaggiare, suonare, amare, lottare, fare festa?”. Elementi essenziali che i Negrita non hanno... Leggi tutto...
Habemus (Beatum) Papam
Sabato 11 Giugno 2011
Il primo maggio 2011, a Roma se lo ricorderanno per tanto tempo. È stato infatti un giorno speciale. Oltre al concertone che ogni anno celebra... Leggi tutto...
La solidarietà come prospettiva di impegno
Sabato 30 Gennaio 2010
Il testo del Cardinal Dionigi Tettamanzi è un manifesto che ci conduce attraverso pensieri semplici a cogliere e a riflettere sul modello economico... Leggi tutto...
Il capo dei capi
Domenica 25 Novembre 2007
6 puntate, un cast di 150 personaggi, 15 milioni di euro, 53 anni di mafia, 1 protagonista: Salvatore Riina, per gli amici Totò. Questo articolo non... Leggi tutto...
Il mio Secondo Tempo
Lunedì 02 Maggio 2011
Finché un bel giorno mi sono accorto che bisognava decidere finché un bel giorno la carta d'identità non mi ha rivelato la verità non è il... Leggi tutto...
Forse pochi sanno che...
Domenica 19 Dicembre 2004
… i versetti 45-46 della Sura III del Corano recitano: «E quando gli angeli dissero a Maria: O Maria, Dio t’annunzia la buona novella d’una... Leggi tutto...
Kardinalpolitik...e tre!
Domenica 20 Maggio 2007
Ormai si potrebbe definire una sottorubrica: “Kardinalpolitik” ritorna, ma gli attori sono cambiati: il cardinale Camillo Ruini ha lasciato la... Leggi tutto...
Sottovuoto - aprile 2011
Lunedì 02 Maggio 2011
domenica 27 marzo 2011 God save the Princes Considerati scandali e rivelazioni del recente passato, fino al 29 aprile, nozze di William e Kate, i... Leggi tutto...
Più famiglia è l'orgoglio laico
Domenica 21 Maggio 2006
Prima: Qualcuno non ci avrà dormito. Qualcuno avrà riunito esperti di sociologia e comunicazione multimediale. Qualcuno avrà pensato alla... Leggi tutto...
Una nuova politica per la pace
Domenica 22 Gennaio 2006
Gennaio, mese della Pace. “Cosmopolis”, al quarto appuntamento, nonostante gli scandali finanziari, annosa cancrena della politica italiana,... Leggi tutto...
Home Precarea Le stelle brillano su Teheran
Le stelle brillano su Teheran
Scritto da gian paolo de pinto   
Domenica 18 Marzo 2007 00:00
smaller text tool iconmedium text tool iconlarger text tool icon
In tutto sono tre. Tre stelle da portare rigorosamente cucite sugli abiti. Non si tratta di riconoscimenti, ma di stelle che equivalgono a giudizi negativi. Una stella significa persona sospetta; con due stelle si è considerati a rischio e l'iscrizione all'università è ritardata e possibile solo se si firma una lettera in cui ti impegni a non partecipare ad alcuna attività politica; con tre stelle sei ritenuto un sovversivo e non puoi nemmeno più iscriverti all'università. È solo l’ultimo sistema di ghettizzazione del dissenso e della protesta imposto nell'Università Amir Kabir di Teheran dal primo ministro Ahmadinejad. Dopo aver nominato un nuovo rettore fedele al governo, vietato riunioni tra studenti, allontanato professori filo occidentali e imposto regole sull’abbigliamento delle ragazze, l’introduzione delle stelle avrebbe dovuto marginalizzare ogni tentativo di protesta e di dimostrazione contro l’autorità governativa e invece è successo che le stelle sono diventate il simbolo della ribellione e vengono esposte con orgoglio dagli studenti di Teheran che, in occasione dell’apertura del convegno revisionista sull’olocausto, non hanno avuto  timore di fare irruzione nell’aula in cui Ahmadinejad teneva il suo discorso e gridare “Morte al dittatore tiranno” mentre bruciavano sotto i suoi occhi immagini che ritraevano il volto del dittatore. «Ahmadinejad a morte!», hanno gridato gli studenti, mettendo le virgolette alla loro protesta, perché il messaggio non fosse frainteso, perché anche fuori del loro Paese capissero che c’è un Iran che pensa, elabora e reagisce alla barbarie. Forse anche loro hanno capito che è venuto il momento di muoversi, che il tempo sta passando e il punto di non ritorno verso il regime teocratico è vicino. Hanno forse capito che l’Occidente è in panne, combattuto tra la difficoltà di aver a che fare con un dittatore scomodo e quella di rinunciare a fare affari con l’Iran, e che il Medio Oriente deve decidersi a prendere in mano il proprio destino, senza aspettare che gli eventi accadano. Gli studenti sono consapevoli del loro gesto. Ai giornalisti stranieri hanno dato nomi e cognomi e dichiarato che nell’Università delle stelle non c’è davvero nessuna volontà di arrendersi. Portare le stelle al petto, uscire dalla clandestinità, fare i propri nomi, farsi vedere a volto scoperto. Gridare perché la libertà da conquistare oggi a Teheran non sta nel parlare liberamente, ma nel farsi ascoltare.
 

Mostra altri articoli di questo Autore

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna