“Sapete dunque il mio Nome
, o uditori… come vi debbo chiamare? E vi posso chiamare altrimenti che pazzi, pazzi fra i pazzi? C’è Nome
più nobile col quale io, la Pazzia, possa salutare i miei iniziati? Ma poiché a molti di voi non è ugualmente chiara la mia genealogia, cercherò con l’aiuto delle Muse di esporvela. Non fu mio padre il Caos, né Saturno […], né altra divinità di tal fatta, incartapecorita e cadente, ma Pluto, il dio della ricchezza in persona, lui solo: e ciò a dispetto di Esiodo e di Omero, anzi, dello stesso Giove […].
Ad un cenno di Pluto soltanto, una volta come oggi, tutte le cose, sacre o profane, si confondono insieme; a suo arbitrio si fanno guerre, paci, imperi, consigli, tribunali, assemblee popolari, matrimoni, trattati, alleanze, leggi, arti, cose serie, cose buffe, in una parola tutte le faccende dei mortali, pubbliche e private…; senza l’aiuto di Pluto, tutta quella folla di divinità poetiche o, per dirla più apertamente, anche gli stessi dèi eletti dell’Olimpo, o non esisterebbero affatto o vivacchierebbero a casa loro, in mezzo agli stenti; contro lo sdegno di Pluto non c’è Minerva che possa qualcosa; chi invece ha il suo favore, può mandare a farsi impiccare fin anche il sommo Giove, con tutti i suoi fulmini… :di Pluto io mi vanto di essere figlia.”
Attenzione, qualche malizioso benpensante avrà abbandonato la lettura di questo articolo all’incirca al sesto periodo, qualche altro intransigente perbenista avrà preso nota di redattori e direttore di questa testata per convocare d’urgenza un tribunale etico: non si era mai visto un articolo così insolente in cui si trattano i lettori come fossero dei pazzi, e poi, quando mai pubblicare stralci dal comizio di un qualche sindacalista o, peggio, di un estremista no global!
Alt. Dev’esserci un errore. Sicuramente. La preziosa citazione di apertura non l’ha scritta un sindacalista, giacché dubito che nel 1509 esistessero i sindacati e gli scioperi generali, né un no global, giacché a pochi anni dalla scoperta dell’America per globale credo si intendesse solo la nuova geometria della Terra. Erasmo non è un progetto per far studiare all’estero giovani universitari dell’Europa unita (sic!).
Erasmo da Rotterdam è un Autore controcorrente, bistrattato nelle accademie e occultato nelle biblioteche, uno di quelli che ai tempi suoi tutti apprezzavano per la luce calda ed avvolgente del suo intelletto, meglio ancora se diffusa da un bel rogo in una ariosa piazzetta romana. Quasi cinquecento anni fa c’era già qualcuno che ironicamente faceva parlare in prima persona la Follia, le dava un Nome
proprio ed una genealogia precisa, sottolineava con un nesso di causa-effetto quel filo rosso che legava (ed ancor oggi lega) la ricchezza smodata ed arraffona alla ridicola pazzia umana che quasi vuol giustificare se stessa.
L’elogio della pazzia è un testo breve ma non facile da leggere, eppure interessante, profetico quasi, incredibilmente attuale; un libretto che offre livelli diversi di lettura: dal superficiale ironico al più profondo e problematico. In questi tempi in cui tutti si ritengono saggi, in cui la verità assoluta pare sia patrimonio di tutti, in cui l’errore è calcolato ed ogni obiettivo raggiungibile lasciamo parlare un po’ la Pazzia, se ci dirà che non è vero niente potremo sempre far finta di non crederle.









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