Chiamata a scrivere poche righe sui giovani d’oggi, in qualità di madre e di educatrice…e da dove comincio?! Se penso all’essere giovane oggi mi viene subito in mente l’infinità di complicazioni che assumono un certo valore solo in una determinata fascia d’età.
L’adolescenza è segnata da una profonda e costane fragilità…che a livello pratico si traduce nel mettere in atto tutte ciò che noi genitori (o chi per noi) consideriamo sbagliato e raccomandiamo continuamente di non fare. Per l’adolescente non esistono sfumature, né mezze misure, o si è incredibilmente felici o si vede tutto nero, e questi stati d’animo si alternano continuamente.
Che io ricordi da sempre l’umanità si è posta il problema del ricambio e del passaggio di consegne tra generazioni. Da sempre chi parla del “problema” è la generazione degli adulti…questo malessere è sempre esistito ma, nel contesto di violenza e consumismo odierno si fa più esasperato e disperato. Si parla dei giovani oggi e si parla di giovani stanchi, stanchi e sfiduciati, perché forse controllati, annegati in un sistema che nega, annulla le risorse individuali e la creatività personale. Si parla dei giovani che vivono alla giornata, disinteressati del passato, sfiduciati nel futuro…sembra si faccia il ritratto di una persona che non ha nessuno scopo nella vita...ma è davvero questo il giovane del III millennio? Ne siamo sicuri? Mi verrebbe da dire allora: Ogni società ha i giovani che si merita!!
Una società nella quale i cambiamenti avvengono con grande rapidità, nella quale le tecnologie in continua evoluzione modificano senza sosta i modi di studiare, lavorare, produrre, comunicare, una società nella quale tutto e tutti sono diventati più precari...in una società nella quale anche noi adulti abbiamo difficoltà a rimanere a galla è quasi ovvio che i giovani sono la parte più debole. Ci siamo forse dimenticati che adulti si diventa non si nasce!? Se per noi adulti di oggi e giovani di ieri molto spesso studiare dava la garanzia di realizzare i propri sogni, oggi ai nostri giovani offriamo un orizzonte infinito di possibilità, ma una effettiva difficoltà nel realizzare i propri sogni. Questo porta inevitabilmente una sfiducia nel futuro, la ricerca di qualcosa di diverso da quello che potevamo volere noi…i giovani hanno di più e vogliono di più, ma non sempre sono pronti ad impegnarsi per ciò che desiderano, non sono una generazione di combattenti, di rivoluzionari, né di idealisti...sono nati e avevano già tutto: internet, TV, telefonini…perfino un bimbo oggi sa spedire sms, scaricare musica sull’mp3.
Recenti e frequenti fatti di cronaca disegnano i nostri giovani come esseri privi di ogni stimolo, pronti a dar sfogo ai loro istinti incontrollati, ma personalmente credo e mi piace credere che nell’universo giovanile esistono migliaia di situazioni e comportamenti diversi, che non si possono racchiudere in uno stereotipo semplicistico. Sentiamo in continuazione che i nostri ragazzi sono irritanti, sconciano il loro corpo peggio dei “primitivi” con anelli(piercing) e disegni(a volte veri e propri arazzi) ovunque, sono maleducati e insolenti, sono assenti, il loro cordone ombelicale sono le cuffie del cellulare e dell’iPod….ma i giovani crescono e si formano in sintonia coi cambiamenti della società. In 40 anni la nostra società si è trasformata radicalmente, la famiglia tradizionale non esiste più, al suo posto tanti altri modelli, anche la famiglia più normale assomiglia davvero poco a quella tradizionale. Tutte le agenzie che un tempo creavano valori e mantenevano in vita degli ideali - Chiese, partiti politici, associazioni- hanno ceduto il compito alla televisione. Essa propone modelli e stili di vita, fa piangere e ridere, educa e istruisce, inventa aspirazioni e obiettivi.
Non voglio esprimere giudizi sui giovani mettendoli a confronto con le generazioni precedenti; del resto i conflitti generazionali sono sempre esistiti…dico solo: dialoghiamo con loro, ascoltiamoli, sforziamoci di capirli per cercare di individuare i loro bisogni.
Chiamati ad un profondo esame di coscienza, noi adulti constatiamo verso i giovani tutte le assenze e le incoerenze di comportamenti a molti livelli (genitoriale, associativo, formativo); ciò deve farci riflettere e suscitare in noi approcci nuovi alle problematiche giovanili, abbandonando la solita condanna. E’ facile dire: “una volta era meglio”, la scuola era più seria, la famiglia più solida, la moralità più delineata. Non sottolineiamo sempre e soltanto le debolezze dei nostri giovani, che sono poi le stesse nostre di qualche anno fa, senza nel contempo individuarne le cause.
Oggi come ieri i giovani hanno bisogno di autenticità, bramano una vita semplice e pura; è per questo che seguono il Papa e lo fanno a milioni, sono pronti anche a sostenere il politico di grido, qualunque cosa dica, purchè faccia balenare qualcosa. In altre aree arrivano a sacrificare la loro giovane vita per qualcosa che ritengono alto e vero. Sono sicura che i giovani sognano, percepisco che provano sentimenti profondi, che vivono passioni travolgenti, so che hanno speranze, che nutrono aspirazioni, che hanno capacità, che hanno voglia di imparare e di fare, sono convinta che la creatività in loro non è morta, sono come sono ma potrebbero essere anche molto diversi, sembrano amorfi ma è solo apparenza, una forma di autodifesa, sono giovani che potrebbero decidere di buttare all’aria tutto della nostra società ma potrebbero dedicare le loro energie per migliorarla.
Aiutiamoli allora! Aiutiamoli ad avere più stimoli, aiutiamoli a ritrovare la voglia di sfondare anche a costo di sacrificarsi, aiutiamoli a non dare tutto per scontato, comunichiamo loro la necessità di leggere un libro senza scaricare il riassunto dalla Rete, insegniamo loro ad andare avanti anche quando le competizioni e le opportunità scarseggiano, aiutiamoli a credere che possono continuare a sognare di fare i dottori (nonostante il numero chiuso delle Università), gli scrittori (nonostante la crisi dell’editoria), i ricercatori (anche se di dottori, scrittori e ricercatori il mondo è pieno).
I giovani, i nostri giovani, hanno bisogno di riferimenti sicuri, di certezze, di amore e rispetto piuttosto che della pseudo-spensieratezza di adulti (i genitori!) eterni adolescenti che li scimmiottano…genitori che di fatto vivono le stesse inquietudini dei propri figli, lo stesso sentimento di precarietà e d’incertezza sul divenire, superficiali e astratti…noi adulti che attraversiamo la loro adolescenza come se la ignorassimo o avessimo dimenticato la ‘drammaticità’ di un periodo che noi stessi abbiamo vissuto qualche anno fa.
A voi giovani dico: questo è un periodo dell’esistenza che deve essere vissuto pienamente e totalmente e allora…vivete la vostra vita! Perché la vita è vostra!









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