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Vento di primavera
Scritto da carmela zaza   
Sabato 29 Maggio 2010 11:48
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Negli Atti degli Apostoli è riportato un episodio curioso: giungendo a Efeso, Paolo trovò alcuni discepoli e disse loro: “Avete ricevuto lo Spirito Santo quando siete venuti alla fede? Gli risposero: Non abbiamo nemmeno sentito dire che ci sia uno Spirito Santo” (Atti, 19, 2).

Se ci rivolgessero oggi la stessa domanda forse daremmo una risposta simile a quella appena citata. Sappiamo che c’è lo Spirito Santo anche perché impariamo quasi subito a nominarlo nel segno di croce, ma ignoriamo chi sia e soprattutto cosa rappresenti nella nostra vita. Eppure Egli è lì: al principio di tutto aleggiava sulle acque quando Dio creò il cielo e la terra. Quando discese su Maria e i Dodici il giorno di Pentecoste è annunciato da un rombo, “come di vento che si abbatte gagliardo” che riempì tutta la casa. E infatti l’immagine dello Spirito che mi piace di più è quella del Vento anche perché Gesù stesso ne parla in questi termini con Nicodemo in uno dei dialoghi più belli narrati nel Vangelo: “Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va: così è di chiunque è nato dallo Spirito” (Gv 3, 8).

Lo Spirito di Dio quindi come un vento che porta scompiglio nella vita delle persone quando con la sua forza vince le resistenze di ognuno di noi e riesce ad aprire una breccia nell’anima, quando ci prende di sorpresa e apre le orecchie e le menti e ci fa cambiare rotta. Perché l’incontro con Dio non può non cambiare la vita. Qualche anno fa questa cosa è successa anche a me: lo Spirito che mi ha incontrato era un vento di primavera, fresco e leggero, ma altrettanto deciso e sicuro. Mi ha scompigliato i capelli, sferzato il viso ed accarezzato il cuore: ha avuto le sembianze di una nuova vita entrata nella mia famiglia e ha dato inizio alla mia nuova vita (di fede) come ha fatto con Adamo. Lo Spirito non si sa da dove viene, dove va e dove ti porta.

Per ciascuno di noi può avere delle fattezze diverse: può essere la luce che rischiara il cammino, il fuoco della passione del servizio, la mano che ci sostiene, delle ali che ci sollevano dalla polvere. Ma in ogni caso non può che farci cambiare. Gesù come al solito va oltre e ci stupisce con le sue parole: “Ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio Nome, egli vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che vi ho detto” (Gv 14, 26).

Ecco quindi uno Spirito capace anche di “consolarci”, di confortarci nel dolore, di starci accanto nei momenti di inquietudine e confusione, capace di abbracciarci e difenderci, proteggerci e rassicurarci. Uno Spirito che agisce, che ci parla, che ci libera, che dona coraggio e vitalità. Lasciamoci dunque avvicinare da Lui, dal suo soffio, dalla sua forza, dalle sue mani, con la certezza di essere in buone mani perché Dio è con noi per sempre grazie proprio allo Spirito di Amore che ci ha donato.

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 29 Settembre 2010 23:31
 

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