Der Suchende: colui che cerca; come tutti i personaggi creati da Herman Hesse di cui ricorderete forse l’emblematico Siddharta, protagonista dell’omonimo romanzo. Il giovane che lascia la propria casa, eludendo le aspettative paterne che, come spesso accade, per lui prevedevano forse un avvenire fatto di più certezze e meno domande.
Siddharta parte, con in spalla i suoi dubbi e prova, accetta tutte le esperienze che la vita gli porge davanti, sempre alla ricerca della meta, di quella saggezza che poi scoprirà essere la ricerca stessa. E come Siddharta, in un oriente misterioso, compie il suo viaggio anche il pastore Santiago, protagonista invece del romanzo di Paulo Coelho, L’Alchimista. Un giovane che lascia il suo lavoro, la routine, per chiedersi se ciò che sta facendo, è ciò che realmente desidera, per scoprire qual è davvero il suo sogno, il che è ancora più difficile del realizzare il sogno stesso; e ancora per domandarsi se esiste una “leggenda personale”, cosa recita e come realizzarla. Poi partire, senza rimpianti per ciò che si è lasciato perché se si inseguono i sogni non si sbaglia mai, anche se c’è un prezzo da pagare come la lontananza dalla donna amata.
Mi piace pensare a noi giovani così, come Siddharta e Santiago nati dalla penna di due scrittori così diversi e diventati, seppur in epoche così lontane, entrambi il simbolo di quello spirito di ricerca che caratterizza la nostra età, o che dovrebbe caratterizzarla. Oggi invece capita di sentirsi dire spesso tra coetanei “ io vivo alla giornata”, parole queste dietro le quali si nasconde forse l’assenza di una vera progettualità (o di una leggenda personale se preferite) per l’avvenire di chi associa la giovinezza all’assenza di responsabilità, non percependola come stagione privilegiata per sperimentare la propria identità, per cercarla e costruirla.
Un po’ come Siddharta e Santiago che partono perché non si accontentano di percorrere la strada che altri, magari i genitori, hanno tracciato per loro; che sentono di non sapere cosa vogliono e se lo chiedono, lasciando le certezze, di un presente che non gli appartiene e non rimandando le decisioni come tanti di noi giovani che spesso sembriamo posticipare le scelte perché scegliere significa crescere, correre dei rischi. E magari ci nascondiamo dietro il fatto che oggi realizzarsi è troppo difficile, dimenticandoci che non siamo soli. Dove sono finiti oggi Siddharta e Santiago? C’è ancora nel deserto un pastore alla ricerca del suo tesoro? C’è forse una leggenda personale che attende ciascuno di noi per essere scoperta. E allora buona ricerca. I sogni hanno bisogno di coraggio per essere vissuti.












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