
Il testo del Cardinal Dionigi Tettamanzi è un manifesto che ci conduce attraverso pensieri semplici a cogliere e a riflettere sul modello economico entrato in crisi, sugli stili di vita che oggi non reggono più, ma che già ieri generavano malessere e disuguaglianza.
Come è noto, l’Arcivescovo di Milano si è sentito chiamare in causa da questi eventi prima di tutto sul piano pratico, della carità concreta. «Io cosa posso fare?»: da questa sua domanda è scaturita a Natale l’istituzione del Fondo Famiglia-Lavoro per quanti sono in difficoltà a causa della crisi. E mentre questo progetto oggi sta iniziando a distribuire i suoi frutti e, soprattutto, contribuisce a creare da parte di tutti una sensibilità per una gara di solidarietà, per una «nuova primavera sociale», il Cardinale ha avvertito l’esigenza di condividere gli argomenti di «una forte ragione solidale» come condizione necessaria per costruire il futuro.
Il pensiero di Tettamanzi va alle cause che hanno condotto all’attuale crisi: quando si permette che l’economia sia tutta piegata nel presente «al maggior guadagno nel minor tempo possibile (...) l’economia si autodistrugge». Una riflessione così lucida e stringente affida ai laici cristiani il compito di dare all’economia di mercato un’anima sociale. I mercati non siano più idoli da idolatrare, ma ritornino a essere mezzi al servizio della dignità di ciascuna persona. Le parole dell’Arcivescovo sulla solidarietà attendono risposte concrete da ciascuno di noi.



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