In una grande aula della Carneige Mellon University si tiene nel Settembre 2007 l’ultima lezione del prof. Randy Pausch, famoso informatico, quarantasette anni, una personalità allegra e carismatica, un tumore al fegato, re mesi di vita. L’aula si riempie di studenti chiassosi, ignari del cambiamento di programma: la lezione non riguarderà computer e software per oggi.
Il prof. tratterà dell’importanza di realizzare i sogni dell’infanzia. Dunque niente informatica, ma non si parlerà nemmeno di cancro. Non ci saranno addii, né lacrime. Il prof. è in forma, fa flessioni, scherza con l’uditorio, incoraggia i giovani a correre dei rischi in Nome
dei propri sogni, ad avere al massimo rimorsi, ma pochissimi rimpianti. Racconta della sua infanzia. Ricorda quando ha visto le immagini del primo sbarco dell’uomo sulla luna: aveva otto anni ed è stato in quell’istante che ha capito che “l’ispirazione e la possibilità di sognare sono immense”.
Racconta con tanta ironia e senza distacco quali siano stati i suoi desideri, da quello poco comune di sperimentare l’assenza di gravità, a quello di ogni ragazzino: giocare nella Lega Nazionale di Football. Molti di questi sogni sono diventati realtà. Ripete agli studenti divertiti e sorpresi che gli ostacoli esistono perché possiamo dimostrare quanto ci teniamo a superarli, e che le occasioni vanno colte al volo: “la fortuna è quel momento in cui la preparazione incontra l’opportunità”.
Il video della lezione è stato visto in rete da milioni di persone, trabocca di energia, gioia di vivere, di tutta la vitalità di un uomo che condensa in un’ora e venti di lezione tutto quello che avrebbe voluto insegnare ai suoi studenti, ma prima ancora ai suoi figli, troppo piccoli ora per capire. Recentemente è stato pubblicato il libro che, oltre al discorso pronunciato all’università, racconta com’è maturata l’idea di questa strana lezione, che disarma per la sua semplicità e grandezza, e quale è stato il suo obiettivo. Lezione questa volta nel vero senso della parola: non si tratta di nozioni avulse dalla realtà, ma di vita, quella vera, che dà le carte, che non possiamo cambiare, ma solo scegliere come giocare.
Per Natale dunque regalate e regalatevi un po’ di vita: leggete questo libro. La lezione del prof. continua…anche se lui non c’è più.







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