In realtà non siamo capitati in questi due stati per caso o in concomitanza con il suddetto anniversario, ma essendo due diciottenni e frequentando l’ultimo anno di scuola superiore abbiamo trascorso qui il tanto atteso viaggio d’istruzione all’estero. Il caso ha poi voluto che visitassimo due nazioni diversissime tra loro per usi e costumi, tradizioni e fede religiosa; la Grecia infatti vanta costituzionalmente di essere di fede ortodossa e la Baviera è una delle roccaforti del credo cattolico come ha dimostrato uno degli ultimi viaggi di Benedetto XVI.
Dalla Grecia: Potremmo definirla l’universo degli eccessi. Non è possibile fare un bilancio equilibrato tra gli aspetti positivi e quelli negativi perchè tutto era esasperato. Ho avuto la fortuna di percorrere 2000 km e attraversare la Grecia da parte a parte, da nord a sud, incontrando lungo il mio percorso il sole cogente e la fredda neve. Ho visitato una delle roccaforti della religione ortodossa in Grecia, i monasteri delle Meteore.
Sono 27 e sono posti su altrettante vette ad almeno 1000 metri di altezza. Il rispetto che la gente del posto richiedeva ai turisti verso i propri luoghi di culto era impressionante, paragonabile forse solo a quello dei nostri verso la basilica di San Pietro. Ogni chiesetta era un piccolo gioiello e molte di esse erano aperte al culto dei soli monaci o sacerdoti. Il piccolissimo Comune, se così lo possiamo chiamare, di Kalambaka, nel cui territorio sorgevano i monasteri, custodiva in sè il seme dell’ambiguo. Attorno ad una piazza centrale dal gusto occidentale ricca di locali, pub e pasticcerie (molto diffuse in Grecia) si sviluppava un centro abitato che pareva fosse stato da poco dilaniato da un conflitto, simile ai villaggi del Kosovo e dell’Albania (senza nulla togliere a questi).
Avvicinandosi alla capitale, i segni del degrado diminuivano a favore dell’avvento della tecnologia. Non avevo mai visto prima un così gran numero di pannelli fotovoltaici su delle abitazioni. Nelle città del centro della Grecia la risorsa solare era molto sfruttata, sintomo di una maggiore coscienza ambientale, ma anche di una capacità di adeguamento della popolazione. La nostra amata Italia vanta un primato in Europa per quanto riguarda la volontà di utilizzare le risorse rinnovabili, ma la vicina Grecia ci ha preceduto nell’attuazione di almeno dieci anni.
Ecco perchè prima vi parlavo del paese degli eccessi: da un lato un degrado sociale che in un primo momento spaventa, poi diviene quasi la normalità; dall’altro una sconcertante coscienza ambientale accompagnata da un sapiente utilizzo delle risorse a disposizione. Parlarvi di Atene non ha senso perchè è simile in tutto alle più grandi metropoli della terra anche se molto più ordinata e pulita (nel centro) grazie anche alle recenti olimpiadi che hanno contribuito molto alla sua occidentalizzazione. Questa è la Grecia. Vi stupirà per le sue bellezze, ma anche per le sue particolarità socio-culturali.
(Mauro passa la penna virtuale a Nicola)
Qui Baviera, anzi un po’ prima: si entra in Austria e già si capisce di essere in un altro mondo.
L’autista attiva un segnale acustico che si fa sentire ogni volta che supera il limite di velocità, e rallenta energicamente: qua le multe son salate e non esiste tolleranza del 10 %. Dall’Austria si passa alla Germania senza nemmeno accorgersene, mentre tra Italia e Austria aspettiamo più di un quarto d’ora per acquistare la tessera autostradale. Da questo punto di vista il nostro sistema autostradale si dimostra scollegato da quello Europeo.
E poi Monaco: colpisce al primo sguardo come una città aliena per chi non è mai stato all’estero, ogni strada, anche quella più angusta, ha una corrispondente pista ciclabile annessa al marciapiede, e dove non ci sono è vietato il transito ai mezzi non motorizzati. Le strade sono di un ordine geometrico spaventoso, complice la pianura; ma anche Bitonto è un paese in pianura, eppure lì un tedesco in macchina si vedrebbe perso.
Le strade sono naturalmente pulitissime (ma questo avviene anche nel nord Italia, grazie a opere come quella di Don Ciotti), ed i cani orinano nei prati; se defecano invece, ci pensano i padroni con la paletta a rimuovere il tutto. I semafori sono severamente rispettati e l’arancione si illumina anche nel passaggio dal rosso al verde; si trova una ragione di essere agli astrusi segnali trovati sui libri di scuola guida. Come in quasi tutto il mondo, gli alberghi non hanno il bidet, ma la sorpresa è che nei locali pubblici si può fumare.
In questo paradiso di precisione e ordine, mancano 2 cose: le fontane e l’animo. I tedeschi sono apatici prima, durante e dopo il lavoro, solo nei locali sgarrano da questa regola: se ci invidiano qualcosa, è certamente la nostra passionalità. Germania paese della birra: non è affatto un luogo comune, qui una bicchiere di birra da 50 cl costa meno dell’equivalente in acqua minerale, e persino l’acqua del rubinetto sa di birra. Si esce dall’HB, il pub più famoso di Monaco, con 6.60 € in meno in tasca ed un litro di birra nello stomaco (non esiste la logica del coperto in questo paese per fortuna, forse perché è sempre stato scontato avercelo).
E la birra non è nemmeno la cosa più economica che c’è: nell’elettronica e nell’abbigliamento è quasi tutto a metà prezzo rispetto al Belpaese, i cellulari vengono venduti con schede tedesche proprio per preservare gli altri mercati. Dov è il segreto del Welfare tedesco? La criminalità, almeno a Monaco, non si fa sentire granchè. Sarà forse perché la criminalità non è una questione di cattiveria o genio criminale, ma semplicemente derivante dalla ricerca del benessere, che in questo paese è alla portata dell’80% della popolazione?
Un altro aspetto interessante della cultura Bavarese è il rapporto con la religione. Sappiam tutti che il paese di Ratzinger è definito “cattolicissimo”. Eppure in giro, si vedono cose per cui in Italia grideremmo allo scandalo magari anche noi gente comune: Sexy shops e impianti di gioco d’azzardo ad ogni angolo, pubblicità nel duomo di Monaco ed addirittura una boutique di abbigliamento aperta sul fianco di una chiesa. Nel mezzo della piazza di questa chiesa, in periodo pre-palme, uno scarno manifesto in tedesco, con un lumino nello sfondo che più o meno recitava così: “Gesù morì e risorse per la salvezza di tutti noi. Gesù muore e risorge per la salvezza di tutti noi.” Se c’è una lezione che i tedeschi ci possono dare, è quella di guardare ai nostri peccati piuttosto che condannare quelli degli altri, ricordando che Dio ha concesso all’uomo la libertà più grande, il Libero Arbitrio; perdonare chi erra e credere fortemente nella salvezza in Cristo porta sulla buona strada. Si, la Baviera è un paese “cattolicissimo”.











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