| Una grande torta a forma di stivale, con Sicilia e Sardegna già prenotate, come super porzione, dai più golosi. Forchette, piattini e bicchieri rossi, verdi e bianchi, ben sistemati su un lungo tavolo con una tovaglia tricolore uscita per l’occasione. |
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Una miriade di invitati che chiacchierano, mentre in sottofondo Mina e Celentano si dilettano con i migliori successi. Festeggia così, la grande signora Italia, i suoi 150 anni, con i suoi occhi stanchi, ma sempre attenti e vivaci. Come ogni festa di compleanno, non mancano gli aneddoti e i ricordi, richiamati da un pesante album fotografico e dai colori della bandiera, che fiera si lascia solleticare dal vento. Il verde cattura subito il mio sguardo. Nella mia mente subito appaiono gli straordinari paesaggi naturali, dalle Alpi scendendo giù per gli Appennini, dai vigneti settentrionali agli uliveti pugliesi e agli agrumi siciliani. Mi sembra di respirare l’aria fresca delle campagne in fiore, dei mandorli e dei meli, dei pomodori e dei frumenti. Il profumo dei frutteti si mescola a quello del mar Mediterraneo, quel lungo velo azzurro che ci circonda con i moli e i pescatori abbronzati, la sabbia e le creme abbronzanti, i parties sulle rive di Rimini e le sfilate dei vip più gettonati negli yacht miliardari della Costa Smeralda. L’eterogeneità del territorio si fonde con la cultura variopinta, tanto invidiata dai nostri vicini europei e dagli americani d’oltreoceano: la perfezione del David di Donatello, l’autorevolezza del “Giudizio Universale” di Michelangelo, l’imponenza delle guglie del Duomo di Milano. Un cocktail di stili e correnti di pensiero, di governi e governati, di re e popoli.Al centro del lungo stivale, nel cuore della capitale, si erge in tutta la sua maestosità, la basilica di S. Pietro, come il bianco del nostro tricolore. Simbolo del cattolicesimo, rappresenta l’identità del popolo italiano, il suo baricentro, il suo cuore in costante pulsazione. Ed infine, il mio sguardo si sposta sulla stoffa rossa, come quella delle camicie garibaldine. Un pensiero va a tutti coloro i quali, versando il loro sangue, hanno reso possibile la nascita della nostra Italia, talvolta divisa, confusa, sbagliata, ma pur sempre nostra. Rossa come la carnagione abbronzata dei braccianti, come la nostra amata pizza, come un piatto fumante di spaghetti. Rossa come la passione e l’ardore delle tradizioni italiane, comprese le celeberrime firme di alta moda, da sempre esportate ed imitate, ma mai sostituite. Perché l’Italia e l’italiano sono insostituibili: unica è la nostra allegria, la nostra lingua, la nostra storia, il nostro modo di essere. Unica è l’esultanza di Tardelli ai mondiali dell’82, che incarna il senso di appartenenza alla nostra terra, l’orgoglio che proviamo nell’alzarci in piedi all’inizio di una partita, nel mettere la mano sul petto e nel gridare con tutta l’energia l’inno nazionale. Buon compleanno Italia!
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