Il 27 gennaio ricorre la Giornata della memoria. Come ogni anno, mi piace riprendere tra le mani un vecchio libro, il libro di Elisa Springer, deportata ad Auschwitz poco più che ventenne e salvata dalla camera a gas grazie al generoso gesto di un kapò.
Quasi fosse diventato un doveroso esercizio per non dimenticare, inizio a sfogliare le pagine del libro fino a quando i miei occhi, puntualmente, si fermano di fronte alla disarmante bellezza di queste parole: “Io, Elisa Springer, ho visto Dio. Nel fumo di Birkenau, che alzava al cielo il dolore del mondo, e spargeva sulla terra l’odore acre della sofferenza. Ho visto Dio”.
Tutti credo ci saremmo chiesti, in presenza di crimini assurdi e tremendi come la Shoah, dove fosse Dio, come potesse assistere lontano e immobile a tanta sofferenza, a simili indicibili orrori. Per questo motivo non nascondo di aver provato, leggendo per la prima volta le parole di Elisa, un pizzico di stupore e incredulità. Incredulità scaturita dall’esser stata abituata, come tutti, a domandarsi, in tragiche circostanze, dove fosse Dio piuttosto che dove fosse l’uomo mentre permetteva che Dio e i suoi figli fossero derisi, umiliati, percossi, calpestati, marchiati come bestie e costretti a vivere oltre la paura.
La verità è che l’uomo ha cercato di negare Dio, di cancellarlo dall’umanità ergendosi a sovrano su tutto e tutti mente Lui, con il suo infinito amore di Padre, non ha mai abbandonato i suoi figli, i tanti innocenti, uomini donne e bambini senza colpa, torturati e immolati al vento dell’assurdo. Dio era lì, con loro, che dava forza e coraggio alle loro paure, pietà alle loro miserie, dignità al loro dolore. Era lì, immenso e sconfitto, davanti al lamento e alle macerie di Auschwitz.
Quelle macerie che il mondo ha cercato anche, invano, di negare per paura della sua vergogna, ma che oggi sono storia, una storia che tutti abbiamo il diritto e il dovere di ricordare. Specie le nuove generazioni devono sapere, capire e comprendere: è l’unico modo non solo per difendere la memoria e il sacrificio di tanti innocenti, ma soprattutto per sperare che un simile crimine non si ripeta mai più e testimoniare così “la rivincita della Vita sulle miserie della morte”.












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Commenti
Sono senza parole e tanta delusione.
Invece ben vengano manifestazioni, incontri, film, discussioni, incontri...anche gli altri giorni dell\'anno.
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