“Si voltò e lentamente tornò sui suoi passi. Non c’era più vento, non c’era più notte, non c’era più mare, per lei. Andava e sapeva dove andare. Questo era tutto. Sensazione meravigliosa. Di quando il destino finalmente si schiude e diventa sentiero distinto, e ormai inequivocabile, e direzione certa. Il tempo interminabile dell’avvicinamento. Quell’accostarsi. Si vorrebbe non finisse mai.
Il gesto di consegnarsi al destino. Quella è un’emozione. Senza più dilemmi, senza più menzogne. Sapere dove. E raggiungerlo. Qualunque sia, il destino. Camminava - ed era la cosa più bella che avesse mai fatto.” Leggendo la prima volta questo brano, tratto dal libro “Oceanomare” di Alessandro Baricco, ho provato una strana quanto inconsueta invidia per la protagonista del racconto, la quale finalmente e coraggiosamente si stava consegnando al suo destino. Non so voi, ma io spesso mi sono trovata nella condizione di chiedermi, invece, quale fosse il mio destino, se i passi che mi apprestavo a fare mi conducessero effettivamente lungo la giusta via, verso la mia “Leggenda Personale”, per dirla con Coelho.
È inquietante constatare come queste domande, quando sopraggiungono, ti prendono alla sprovvista, ti mandano in confusione, ti riempiono la testa di mille dubbi, incertezze e paure mentre la speranza di una risposta, di una soluzione si fa urgente e pressante. Ma si sa, la vita è così, quanto più ti affanni a cercare risposte, più queste si nascondono alla vista e ti sembra che nulla abbia un senso, una direzione, che l’unica cosa che puoi fare è aspettare che il Signore si decida a inviare dei segnali, a indicare la strada giusta.
E intanto che aspettiamo passano inesorabili i giorni e quella strana sensazione di sbandamento e scoramento inizia lentamente ad impossessarsi di noi, delle nostre menti, dei nostri cuori fino a paralizzarci, a renderci incapaci di proseguire, di camminare, di rischiare, di scegliere, di vivere il presente perché preoccupati costantemente del futuro. Credo sia paradossale il fatto che mentre ci interroghiamo sul futuro, sul nostro destino, ci dimentichiamo che il tempo corre veloce, che il presente, l’oggi è fatto di 24 ore e che queste ore vanno vissute, minuto dopo minuto, con coraggio, pazienza e fiducia, che il nostro destino, la nostra strada è lì, forse vicina o magari lontana, ma ovunque essa sia e dovunque ci conduca riusciremo a trovarla e quando saremo di fronte ad essa non possiamo mostrarci stanchi, sviliti, impreparati o impauriti.
Coelho diceva che “tutto l’Universo cospira affinché l’uomo realizzi la sua Leggenda Personale”. Allora non dobbiamo avere paura di andare incontro al nostro destino, giorno per giorno, perché esso presto si svelerà e diventerà “sentiero distinto, orma inequivocabile, direzione certa” e noi cammineremo sui suoi passi, felici e sereni come la protagonista del brano di Baricco, la quale finalmente “Camminava…ed era la cosa più bella che avesse mai fatto”.









Myspace
Webnews
Digg
Del.icio.us
Yahoo
Technorati
Googlize this
Facebook
Wikio
Diggita