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Home In corsivo Referendum bianco, rosso e verdone
Referendum bianco, rosso e verdone
Scritto da luca leone   
Domenica 23 Aprile 2006 00:00
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La cinematografia italiana conserva nelle sue teche alcuni piccoli capolavori, non tanto apprezzati dagli esperti (o presunti tali) ma dall'indubbio valore descrittivo della realtà sociale e politica che si pone da sfondo alle vicende trattate. "Filmetti"  insomma, ma fotografie istantanee di attimi di vita vissuta dalla nostra giovane Repubblica. Bene. Chi non ha presente Bianco, Rosso e Verdone? Si, proprio quello… la Sora Lella, Carlo Verdone ed un manipolo di misconosciuti attori tra capelloni e comparse impegnati a raccontare le vicende tragicomiche dell' italiano medio ritratto in un giorno di consultazione elettorale. Il bravo Verdone, attingendo alla sua inimitabile verve di interprete, dà voce e umana fisionomia ad una serie di personaggi del ceto medio di un' Italia assonnata nella domenica mattina di un inaspettato miracolo economico. L'Italia degli operai meridionali emigrati nella Germania degli altiforni e dei wurstel a colazione, dei primi professionisti isterici e puntigliosi come maschere grottesche, dei ragazzi della contestazione giovanile… l'Italia delle strade sporche e delle Alfasud color banana, l'Italia dei manifesti  elettorali affissi direttamente ai muri dei palazzi… risate a iosa per il borghese che ride di sé. Eppure, in quella fantomatica giornata di votazioni impressa sulla celluloide le maschere del popolo italiano si interrogavano sul senso del voto, sulla preferenza da esprimere. 12 e 13 giugno 2005, il popolo italiano è chiamato ad esprimere la sua opinione in materia di procreazione assistita nell'ennesima tornata referendaria. Si accendono gli animi, si spaccano i partiti, si rincorrono i pettegolezzi e le insinuazioni personali, si stampano i giornali, si affiggono i manifesti, si dà corrente agli amplificatori… si crea il vuoto. Vuoto pneumatico attorno ad un referendum che sembra uscito da una di quelle pellicole appena citate. Indipendentemente dal risultato (sul quale è buona norma che il cronista non si esprima), cosa resterà ai posteri di tutto quel che è accaduto? Cosa resterà oltre la confusione, l'informazione mista alla disinformazione (da tutte e tre le parti in campo), il balletto di personaggi e le inevitabili conseguenze politiche? Il referendum è fallito, “colpito al quorum” e stecchito da una maggioranza astronomica di astensionisti (la cui dignità civile è costituzionalmente garantita) dalle diverse anime. Sarà servito almeno a smuovere un po' le assopite coscienze dei non addetti ai lavori sui grandi temi della vita? E’ bene che il confronto cresca, che ciascuno si imponga di apprendere un' infarinatura di biologia, ma anche di etica e di morale. I care ripeteva don Lorenzo Milani ai piccoli alunni della sua scuola rurale: mi sta a cuore, mi interessa… sia un impegno per tutti il non alienare il proprio senso critico; solo così ci sentiremo davvero liberi e partecipi delle sorti dell’umanità, ed in caso di referendum simili sapremo accettare la vittoria o la sconfitta senza ricorrere all' alibi scagionante dell’influenza  del pensiero altrui, di Veronesi o del Papa. Altrimenti… avrà ragione il signor Ametrano nella scena finale del film Bianco, Rosso e Verdone (vedere per credere).
Ultimo aggiornamento Lunedì 06 Ottobre 2008 16:02
 

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