Alcuni dicono che anche le testate giornalistiche – quelle di un certo livello, quelle con gli editori miliardari, quelle poco libere ma con tanti bei libri e dvd in omaggio - possono vantare alle loro spalle uno sfondo di interattività: l’articolista interroga ed il lettore risponde (o viceversa); i nostri potenti mezzi non ci permettono di verificare tecnologicamente quanto questo sia vero ma, molto fantasiosamente, possiamo proviamoci anche noi, alla buona, con un esperimento degno del peggiore emulatore di Jucas Casella… pronti? Sintonizziamoci, concentriamoci, via!
Alzino dunque la mano quelli che non si ricordano le vecchie puntate di Quark con il mitico (ed ormai mummificato) Piero Angela vestito da speleologo che con tanto di lucina in testa, corde e picconi, si calava – non senza un certo sforzo atletico - nei bui meandri del nostro apparato digerente quasi stesse scoprendo le Grotte di Castellana… Bene, vedo che le mani alzate sono poche, lo immaginavo, come dimenticare quei tempi! All’epoca quei primi esperimenti di televisione scientifica attraevano più per curiosità teatrale che per vero interesse culturale, così che gli utenti di simili trasmissioni si concentravano in tre grandi categorie: studenti secchioni poco attratti dalla dilagante moda dei dinosauri e degli alieni, professori di scienze che consumavano le testine dei videoregistratori domestici per fare scorta di sussidi audiovisivi, mature coppie ultrasessantenni che cercavano nella “speleologia medica” di Piero Angela qualche informazione in più sulla la loro ulcera o sui cari vecchi calcoli renali… e i giovani? Che dire, non si sa. Ma le cose cambiano, eccome! Una dimostrazione, passando dal faceto al serio, ce la offre un’e-mail circolata qualche mese fa nelle mailing lists di settore in cui un tale Ciro (non meglio identificato Biologo Ricercatore) affermava di aver appreso che il sito di The Lancet (una fra le testate più prestigiose di ricerca e divulgazione medica) risultava essere nella Top Fifty dei siti più cliccati dai giovani italiani. Come commentare tale dato? Sicuramente qualche detrattore dell’intelligenza giovanile accamperà le solite scuse silurando la notizia come improbabile, eppure non pare poi così tanto astrusa come informazione. La platea giovanile di oggi sa che il sistema biologico umano è un delicato equilibrio di meccanismi (certo con i suoi corposi margini di riserva funzionale) che va tutelato, aiutato, protetto; la comunicazione globale ed il sistema di ricerca in tempo reale fornisce poi degli strumenti utili a trasformare la curiosità in lettura, la lettura in conoscenza, la conoscenza in prevenzione. Senza andare troppo lontano, guardando una volta tanto al nostro orticello, ci basta aprire il neonato Progetto di Pastorale Giovanile per trovare, a pagina 61, una conferma, in piccolo, di quanto sinora affermato. Tra gli obiettivi della scheda Giovani e Salute è testualmente citato il “promuovere la salute integrale, intesa come benessere psicofisico dell’adolescente, del giovane, dell’adulto, base necessaria per un’autentica spiritualità”, un obiettivo condiviso e realizzabile (laddove non già realizzato) che mima addirittura l’autorevole direttiva dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Passando così dal piccolo al grande, dai giovani della nostra diocesi a quelli d’Italia a quelli del mondo - almeno in termini di interesse per la salute - non ci sarà più consentito fare una diagnosi differenziale.










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