C’è poco da fare. Quando atterri all’aeroporto nazionale di Bruxelles hai subito nostalgia di casa. La pioggia sottile e fastidiosissima che sai ti accompagnerà per la maggior parte dei tuoi giorni qui, ti fa immediatamente sentire la mancanza del sole del mezzogiorno d’Europa e, soprattutto, del mare.
Eccomi qui, nella città in cui da anni sognavo di capitare, la Bruxelles che nell’immaginario collettivo è sempre grigia ma dove, in realtà, le nuvole corrono velocissime e se la mattina è grigia al tramonto il cielo è limpido, macchiato solo da qualche nuvola che forse qualche ora più tardi porterà pioggia.
Eccomi nella Bruxelles dei palazzi delle Istituzioni europee e della NATO, del Berlaymont con in cima lo studio del Presidente della Commissione Europea Barroso e di una delle sedi del Parlamento europeo. La Bruxelles un po’ francofona e un po’ fiamminga che, come capitale dell’Europa unita, vive con imbarazzo la frattura crescente tra le due comunità.
Ecco la Bruxelles che ha come icona un bimbo (il Manneken Pis) che, irriverentemente, fa la pipì ma non invidia nulla alle grandi capitali che si gonfiano per il proprio Big Ben, la Tour Eiffel o il Colosseo.
Sarà proprio il Manneken Pis l’icona di questa rubrica che apro in questo numero del Luce & Vita Giovani in cui racconterò la dimensione giovane della capitale europea verso cui ogni anno affluiscono migliaia di giovani non solo dall’Europa ma anche dal resto del Mondo per un periodo di stage presso le Istituzioni europee o per il programma Erasmus che, come scrive Beppe Severgnini, rappresenta il miglior investimento dell’Unione Europea non solo per la formazione dei suoi giovani, ma soprattutto contro l’intolleranza e i rigurgiti razzisti di gruppuscoli nazionalisti che si annidano anche nel Parlamento europeo. Non solo, Euroscopio, questo il Nome
della nuova rubrica, guarderà l’Italia dal punto di vista dell’Europa, degli altri paesi europei, della stampa e della televisione estera.
Sono settimane in cui l’Italia occupa spiacevolmente buona parte delle pagine della carta stampata e degli spazi dei telegiornali di tutto il mondo, da CNN Europa alla BBC, da Euronews a TVE prima per la monnezza nelle strade di Napoli ora per altrettanta monnezza che si accumula nelle nostre Camere sempre più oltraggiate da brindisi volgari e risse da paese sudamericano. Sarà che stiamo diventati l’Italia di pizza mandolino e monnezza? Non ancora, ma pare stiamo facendo di tutto per diventarlo.
Alla prossima, dalla città in cui tutti arrivano che sono italiani, francesi, tedeschi, inglesi e ripartono che sono europei.










Myspace
Webnews
Digg
Del.icio.us
Yahoo
Technorati
Googlize this
Facebook
Wikio
Diggita