Noemi ha compiuto diciotto anni solo da qualche mese e il 6 e 7 giugno voterà per la prima volta. Sarà un voto particolare perché coincide con le elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo. No, non mi va di parlare di quelle Istituzioni europee che in questo anno e mezzo qui a Bruxelles ho imparato a rimettere in discussione, a non guardare come esemplari di efficienza,
non voglio parlare di una Costituzione Europea che non riesce ad imporsi rispetto alla dimensione troppo nazionale dal punto di vista politico che caratterizza i 27 Paesi membri. In effetti alle prossime elezioni l’Europa arriva ancora una volta acciaccata, non a causa della crisi economica, ma di una crisi politica che la attraversa da anni e che rappresenta oggi una zavorra della quale ancora non riesce a liberarsi.
A fronte di una crisi politica che, per il momento, non lascia intravedere una via d’uscita c’è un movimento che cresce sempre di più, diventa sempre più numeroso. Non sto parlando di un nuovo soggetto politico, ma di tutti quei giovani che non esitano a lanciarsi nell’esperienza europea. I programmi Erasmus e Leonardo in primis e nuovi gemellaggi a livello europeo, gli stages presso le Istituzioni europee offrono ai giovani europei come Noemi la possibilità di uscire dai confini nazionali e di mischiarsi con la francese Morgane, il portoghese Fernando, la tedesca Elisabeth e Pierre, un giovane belga che dopo essersi laureato in Scienze politiche a Bruxelles ha scelto di partire per la Spagna.
Rispetto ad una classe politica ripiegata ancora su una dimensione nazionale, concentrata sulle circoscrizioni locali e sulle lotte per strappare un pugno di parlamentari in più, i giovani europei si cercano e si trovano, parlano tra di loro in lingue diverse, vivono insieme esperienze che cambiano il modo di vedere il mondo e di relazionarsi con l’altro, superando quei confini nazionali sui quali chi ci governa alza muri, ma su cui Noemi, Morgane, Fernando, Elisabeth e Pierre hanno costruito ponti per scoprire qualcosa di sconosciuto, di bello, di europeo. Buon voto allora, coscienti che i veri protagonisti dell’Europa siamo noi e che l’Europa cambierà marcia solo se inizieranno ad ascoltarci!




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