…è il grido che in questi giorni si leva con forza da parte di tutta la società civile contro la condanna alla pena capitale inflitta in primo grado all’ex rais iracheno Saddam Hussein dal tribunale di Bagdad.
“Nessuno tocchi Caino”… già Caino, il “cattivo”, il primo dei cattivi, la metà oscura del genere umano. Colui il quale fece capire che, dal quel momento, il mondo si sarebbe macchiato di atroci abomini… Come quelli di cui si è reso responsabile Saddam, un “Caino” capace di azioni inenarrabili spesso sfociate in veri e propri genocidi contro curdi e sciiti. Un uomo, Saddam, simile a tanti altri dittatori succedutisi nel secolo XX. Uomini annebbiati dalla loro megalomania, tiranni la cui una abilità era quella di saper cavalcare ideologie nazional-populiste in grado di sobillare intere nazioni e piegarle alle loro logiche perverse.
Tuttavia, dopo che ebbe assassinato Abele… “allora il Signore disse a Caino: «Dov'è Abele, tuo fratello?». Egli rispose: «Non lo so. Sono forse il guardiano di mio fratello?». Riprese: «Che hai fatto? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo! Ora sii maledetto lungi da quel suolo che per opera della tua mano ha bevuto il sangue di tuo fratello. Quando lavorerai il suolo, esso non ti darà più i suoi prodotti: ramingo e fuggiasco sarai sulla terra». Disse Caino al Signore: «Troppo grande è la mia colpa per ottenere perdono? Ecco, tu mi scacci oggi da questo suolo e io mi dovrò nascondere lontano da te; io sarò ramingo e fuggiasco sulla terra e chiunque mi incontrerà mi potrà uccidere». Ma il Signore gli disse: «Però chiunque ucciderà Caino subirà la vendetta sette volte!». Il Signore impose a Caino un segno, perché non lo colpisse chiunque l'avesse incontrato.” (Gn. 4, 9-15)
Mi guardo bene dall’entrare nel merito di un processo sul quale aleggia un che di incomprensibile, di “poco chiaro”. Avrei preferito che Saddam fosse processato all’Aja, come accaduto a Milosevic, ma così non è stato e, a dire il vero, tutti sapevamo che le cose non sarebbero andate diversamente… Ma oggi il problema non è solo Saddam: la pena di morte è un “tumore” da debellare che riguarda ogni anno cinquemila persone in tutto il mondo. “Il Signore impose a Caino un segno…” che molti, troppi (compresa la civilissima America) continuano a non voler vedere. Continua l’urgenza di una moratoria internazionale (possibilmente sotto l’egida dell’ONU) contro la pena di morte, perché a nessuno, Caino compreso, venga calpestata in alcun caso la dignità umana! Per approfondimenti o per sottoscrivere l’appello alle autorità irachene contro la condanna a morte di Saddam Hussein sollecito una passeggiata sul sito www.nessunotocchicaino.it .







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