… i versetti 45-46 della Sura III del Corano recitano: «E quando gli angeli dissero a Maria: O Maria, Dio t’annunzia la buona novella d’una Parola che viene da Lui, e il cui Nome
sarà il Messia, Gesù figlio di Maria, eminente in questo mondo e nell’altro e uno dei più vicini a Dio. Ed egli parlerà agli uomini dalla culla come un adulto, e sarà dei Buoni».
Già, credo siano veramente in pochi (me compreso fino a pochi giorni fa) a conoscere questi versetti e a sapere che i musulmani, come i cristiani, venerano Gesù e Maria e riconoscono il dogma dell’Immacolata Concezione… sembra incredibile ma è così! Più diffusa la conoscenza della comune origine nei grandi profeti Abramo, Isacco e Giacobbe, ma che credessero addirittura in Gesù e la Madonna…
Ora, la mia ignoranza in tal senso credo possa essere perdonata (ho fatto solo le superiori e per giunta l’industriale…), ma che la mia stessa ignoranza riguardi anche diversi presidi, professori e maestri mi sembra quantomeno curioso, specie quando questi si lanciano in zelanti iniziative socio-pedagogiche che, anziché favorire la spontanea integrazione fra bambini e ragazzi cristiani e musulmani, non fanno altro che sottolinearne le differenze. Allora accade che nelle scuole non si faccia più il presepe (persino qui da noi, dove la frequenza di bambini musulmani è più ridotta rispetto al centro-nord) e che addirittura si cambino i testi delle canzoni natalizie (dove Gesù lascia spazio a virtù e così via…) .
Tralascio volutamente le mie opinioni circa l’attuale stato di salute della scuola italiana e sul livello del suo corpo docenti, ma credo fortemente che essa possa e debba essere il luogo in cui creare ed affermare la “cultura della condivisione” sociale e spirituale di cui abbiamo già avuto modo di parlare dalle pagine di questo giornale.
E quale maniera migliore, dunque, se non quella di esaltare la festa del Natale? Lo sanno questi “illuminati” del dialogo interreligioso che a Nazareth i bambini cristiani e musulmani fanno insieme l’albero di Natale?
Riporto letteralmente un bellissimo passo di un racconto dello scrittore egiziano Nagib Mahfuz: “una bambina musulmana confessa ai genitori la sua simpatia per una compagna di classe Nadia, una cristiana, lamentando il fatto che vengono separate nell'ora di religione. Ingenuamente chiede: «Se mi faccio cristiana sto sempre con lei?». Il padre risponde: «Ogni religione è buona. I musulmani adorano Dio, i cristiani pure». E lei: «Perché lei lo adora in una stanza e io in un'altra?». Il papà taglia corto: «Chi lo adora in un modo, chi lo adora in un altro». Ma alla fine, dopo un serrato e logorante interrogatorio su Dio, Gesù, la vita e la morte, la bambina musulmana conclude irremovibile: «Voglio stare sempre con Nadia!». E chiarisce: «Anche nell’ora di religione!».
“…ed egli parlerà agli uomini dalla culla come un adulto, e sarà dei Buoni”.
Buon Natale a tutti!












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