Ragazzi, mi sembra di vivere un deja-vu:non è passato neanche un anno e piovono di nuovo bombe sul Sinai. Una nuova offensiva di terroristi legati ad Al Qaeda scuote ancora il turismo del Mar Rosso. L’aspetto inquietante della cosa è, per quanto mi riguarda, che oggi come nel 2005 le notizie degli attentati seguono di poche settimane il mio rientro (e della mia famiglia) proprio da quei luoghi dove amo trascorrere una settimana all’insegna del mare low-cost in bassa stagione. L’anno scorso fu Sharm El-Sheik ad essere presa di mira, quest’anno è la volta di Dahab, una località meno conosciuta ma altrettanto bella, poche decine di chilometri a nord di Sharm, più frequentata dai turisti nord europei. Una coincidenza? Ovviamente! Ma non sono neanche mancate battute del tipo: “Oh, ma non è che porti sf***?”
Battute a parte, quanto accaduto non evita però di farmi riflettere lungamente sulla vicenda e sul suo quantomeno curioso ripetersi. Personalmente non avrei mai pensato che i terroristi potessero colpire di nuovo nella stessa zona ma la conferma di quanto i vertici di Al Qaeda ce l’abbiano con Moubarak viene dall’altro attacco di qualche giorno dopo ad una base militare nell’entroterra peninsulare. Un governo, quello egiziano, aperto al turismo e quindi agli infedeli, poco conforme alle ragioni (?) dell’integralismo e che l’anno scorso si scrollò di dosso quanto successo a Sharm El-Sheik come si fa con la forfora sulla spallina della giacca. Il vice di Bin-Laden, Al-Zawahiri, egiziano, non ha mai fatto mistero del suo rancore nei confronti del rais del Cairo e torna all’attacco, sempre con quell’odiosissimo indice puntano verso l’alto.
Pochi giorni dopo, un altro attentato nel cuore di Tel-Aviv ad opera di un ragazzo palestinese di appena sedici anni, poi ancora bombe a Beirut, poi l’altro attentato a Nassriya in cui perdono la vita tre Carabinieri e un altro ancora a Kabul in cui le vittime italiane sono due Alpini…
E’ normale: i pensieri vengono, le preoccupazioni si rincorrono, ma che fare? Come comportarsi davanti a questo stillicidio di attentati meschini e vigliacchi? Parto dal basso della mia vacanzetta: tornare o non tornare il prossimo anno? Alla fine ho deciso (non da solo) di si! Ci tornerò anche il prossimo anno, accidenti! Boicottare le partenze per il Mar Rosso significherebbe fare il loro gioco… mettere in ginocchio la già fragile economia egiziana che mai, come in quest’ultimo decennio, pone le sue fondamenta sul turismo di massa. D’altronde non penseremo mica che Londra, Parigi, Madrid, Berlino, Roma e Milano siano tanto più sicure…
La migliore arma per sconfiggere il terrore è quella di combatterlo, non militarmente, ma psicologicamente: ricordate come i tre porcellini vincevano la paura (“chi ha paura del lupo cattivo?”)… “Chi ha paura delle bombe?”. Sicuramente io, ma ho deciso di non piegarmi… così come sicuramente faranno gli Alpini in Afganistan, o i tanti volontari italiani impegnati in zone ad alto rischio… Si stancheranno prima o poi…
Qualcuno dei nostri insigni politici aveva detto qualche tempo fa che lo scacchiere è il Medio Oriente… che è lì che si gioca la partita fra l’occidente ed il mondo arabo antagonista: ebbene, credo sia veramente così! Per questo rinnovo ancora una volta l’invito fatto qualche numero fa: non lasciamo solo il governo palestinese, non isoliamo Hamas, aiutiamoli piuttosto ad uscire da questo storico empasse politico e a far capire loro che la via, l’unica via è quella del dialogo, del rispetto reciproco e della fratellanza universale!











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