Agli occhi disincantati della quasi sedicenne Nina, appare evidente ormai come, se si parla di genitori e figli, non ci siano proprio istruzioni per l’uso. Un compito in classe d’italiano sarà per lei l’occasione di raccontare un mondo genitoriale spesso più assurdo di quello adolescenziale, al suo prof di lettere, Alberto, che scoprirà di essere il padre del ragazzo descritto dalla sua alunna.
Proprio correggendo quel compito una sera che suo figlio se n’è andato di casa, il professore vedrà tanti lati del carattere del suo Gigio, tante sue esperienze che per vent’anni gli erano state sconosciute, troppo impegnato com’era a criticarne aprioristicamente le scelte tra cui quella, molto discutibile, di partecipare al Grande Fratello. Ciò che manca in questa famiglia normale sembra essere proprio un dialogo vero tra posizioni differenti, ben diverso dal semplice parlare, quando il professore resta chiuso nella posizione di chi ha ragione semplicemente perché è il padre. Luisa e Gianni, i genitori di Nina si sono separati; lui inaffidabile e privo d’iniziativa, lei precisa e puntuale sul lavoro e in casa, non sono stati capaci di trovare un vero equilibrio al di là dei sorrisi falsi nelle foto esposte in salotto.
E poi c’è Ettore, fratello minore di Nina che inizia a manifestare violente e precoci tendenze razziste, ma i genitori preferiscono farlo parlare con uno psicologo perché loro non hanno tempo e non sono nemmeno d’accordo su cosa dirgli. Nina infine ritroverà una nonna “moderna” che, per quanto non sia stata una buona madre per il figlio, conquisterà l’affetto e le confidenze della nipote quando tra mille fragilità tipiche della sua età, lei si scoprirà custode dei segreti tradimenti di entrambi i genitori. Un film “Genitori e figli, agitare bene prima dell’uso” che si limita con ironia e realismo a descrivere, perché istruzioni per l’uso davvero non ce ne sono, una tappa obbligata per la vita di tutti, quando a casa le incomprensioni più semplici sembravano insormontabili. Una fotografia all’italiana, senza banalità e luoghi comuni.
Due famiglie, una unita e una divisa, alle prese con quei figli allo stesso confine tra la tendenza all’autonomia e il bisogno di protezione tipico dell’età adolescenziale. Ma si sa: i genitori sono programmati per stare vicino ai figli, non importa il modo, come per Gianni e Luisa, non importa se si è diversi, come per Il prof. Alberto e Gigio, non importa se ormai è tardi, come per Gianni e la nonna. Qualcuno cantava che nessuno ch’ha il libretto d’istruzioni. A “Genitori e Figli” il compito di scriverlo.










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