Tra “il codice” e i “controcodici” ( disponibile un’ampia sintesi su www.fedeecultura.it) che dal 2003 condividono lo scenario culturale non solo italiano ma internazionale, dal 19 maggio è disponibile nelle sale cinematografiche la sintesi visiva comunemente denominata film, sul Codice da Vinci. Dico sintesi visiva poichè di null’altro si tratta se non di riproporre la tematica di un romanzo pseudo-storico dal contenuto paradossalmente sconcertante ed innocuo.
Già annunciato campione di incassi, non tanto per la qualità, la definizione delle scene e l’intero cast, quanto per l’eco che già il romanzo aveva creato, il film si è rivelato sin dalla sua anteprima a Cannes un noioso, falso e inattendibile flop. È comprensibile che chi senta spesso parlare di graal, templari e crociate non ne resti incuriosito e affascinato un pò come lo si è per ufo, alieni, mostri di lockness, re artù e mago merlino. Un romanzo ed un film che siano tali riscuotono dunque, già per i temi stessi, un certo interesse soprattutto se poi la trama risulta ben congeniata ed artefatta.
Il Codice da Vinci per i fatti, i personaggi e i luoghi citati vive sul confine tra romanzo, dunque racconto puramente fantastico, e argomenti da sempre oggetto di culto e devozione o semplice ammirazione. Nel sinuoso e intricato percorso di indizi, lasciati da scoprire ai due protagonisti a partire dalle opere di Leonardo da Vinci, si ripercorre, anche se in modo molto frammentario e superficiale, buona parte della storia europea legata inscindibilmente alle radici cristiane.
All’autore americano va riconosciuta pertanto un’inventiva sorprendente, che ovviamente resta al di fuori di una conoscenza reale degli eventi citati, e che ha aperto al dibattito laico - religioso tra diritto alla libertà di espressione e di stampa e rispetto delle verità di culto. Le iniziative culturali, nate da movimenti cattolici, pertanto, altro scopo non hanno che ricondurre a riflettere e riscoprire le origini della nostra fede uscendo dal quel clima di ingenua credibilità di cui godono film o pubblicazioni che sembrano veraci solo da chi non è addetto ai lavori. Nel complesso il film ha facilitato la divulgazione della trama verso un pubblico più ampio, ma ha smarrito molto dello “spannung” del libro; ha ridestato verso il fulcro della professione cristiana curiosità e interesse che hanno ricondotto ad un fede più autentica, meno chimerica e più motivata.








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