Comunicare senza parlare, parlare senza comunicare
Martedì 29 Marzo 2011
La prima cosa che l’uomo ha imparato a fare non appena si è accorto di non essere solo è comunicare. Prima con semplici gesti, poi con suoni... Leggi tutto...
Quo vadis?
Martedì 06 Ottobre 2009
Non può competere per lunghezza con le più televisive  “marzulliane”, ma questa breve domanda, letteralmente tradotta “dove vai?”, ci... Leggi tutto...
Ho una domanda: l'energia nucleare...?
Sabato 11 Giugno 2011
“Vi presento una scienziata esperta di nucleare, che darà risposta alle vostre domande.” In realtà sono solo una studentessa e attraverso... Leggi tutto...
I have a dream
Martedì 30 Marzo 2010
  Martin Luther King mi scuserà se abuso della sua frase più famosa e significativa per parlare dei miei pensieri. Ma la situazione è questa:... Leggi tutto...
E vide che era cosa buona
Lunedì 27 Ottobre 2008
Sono stati molti i chilometri che quest’estate ci hanno separato dall’ormai consolidato evento della Giornata Mondiale della Gioventù avuto... Leggi tutto...
DOwn BROWN
Domenica 22 Ottobre 2006
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Il circolo Dante
Domenica 25 Febbraio 2007
Qualcuno ha mai provato ad immaginare tre mostri sacri della letteratura italiana (tipo Foscolo, Manzoni, Leopardi…) riuniti il mercoledì sera in... Leggi tutto...
La solidarietà come prospettiva di impegno
Sabato 30 Gennaio 2010
Il testo del Cardinal Dionigi Tettamanzi è un manifesto che ci conduce attraverso pensieri semplici a cogliere e a riflettere sul modello economico... Leggi tutto...
“IF YOU THINK TO KNOW PAKISTAN, THINK AGAIN” (SE PENSI DI CONOSCERE IL PAKISTAN, RIPENSACI)
Domenica 27 Febbraio 2011
Non può che apparire borioso il regista del film “Slackistan” nel far scorrere queste parole durante le immagini che compongono il trailer. In... Leggi tutto...
Dall'ateismo all'idolatria - "Il signore delle mosche"
Domenica 28 Ottobre 2007
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Cercalo anche con le unghie
Domenica 21 Gennaio 2007
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Lunedì 27 Aprile 2009
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The observer
Lunedì 25 Novembre 2002
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Più famiglia è l'orgoglio laico
Domenica 21 Maggio 2006
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Giovedì 25 Dicembre 2003
Ah… finalmente Natale!Sono tornato a visitare il mondo, a rompere ancora una volta i limiti spazio temporale, a creare la nuova dimensione della... Leggi tutto...
Home Cinema Baciami ancora
Baciami ancora
Scritto da annarita marrano   
Sabato 27 Febbraio 2010 17:35
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Dieci anni fa ci eravamo lasciati con la promessa di Carlo di crescere, nel tentativo supplichevole di avere il perdono di Giulia, sua futura sposa, con in grembo il frutto del loro amore, Sveva. Implorante la convince a credere nel loro amore e a dimenticare il tradimento con la procace diciottenne Francesca, il suo “ultimo bacio”. Nel contempo, Marco inizia la sua nuova avventura chiamata matrimonio, e Paolo, Alberto e Adriano, partono da Roma verso l’Africa, lasciando a casa la morte di un padre malato, le numerose amanti notturne e un figlio di pochi mesi. Gabriele Muccino aveva ritratto così i tentennamenti dei trentenni nell’accettare la maturità scomoda, ormai alle porte.


Oggi rispolvera la sua cinepresa, per riprendere le vite di quei cinque amici, ormai quarantenni, ma ancora sognanti, insoddisfatti, altalenanti. Protagonista è sempre l’Amore, con le sue sfumature: il tradimento, il rancore, la passione. L’amore è egoismo, come quello di Carlo e Giulia. Il primo cerca da anni nelle donne il volto di Giulia, illudendo la sua nuova compagna venticinquenne di poterla amare come ha amato lei. Giulia si nasconde dietro la normalità del rapporto con il suo convivente, un attore alla ricerca di un ruolo e copertura dell’odio-amore per Carlo. Egoistico è il tentativo di chiudere gli occhi alla loro figlia, Sveva, costretta a trascorrere il tempo, contando i minuti, con il suo vero padre, mentre in casa si siede a tavola con un altro uomo. Egoista è Adriano, che a distanza di 10 anni, dopo aver preferito la libertà alla responsabilità di una famiglia, pretende di conoscere suo figlio Matteo e di riconquistare la sua fiducia, portandolo semplicemente allo zoo.


L’amore è pazienza, è prendersi cura: Livia, ex moglie di Adriano, è l’unica serenità di Paolo, in preda ad una forte depressione. Livia accetta i suoi momenti di follia e di disperazione, che si alternano agli sprazzi di luce, legati ai sorrisi strappati dagli antidepressivi.


L’amore è possesso, orgoglio, rabbia. Amare significa perdonare, come riesce a fare Marco verso Veronica, insoddisfatta di un figlio che non arriva mai e che, ingenua, cerca la felicità in un altro uomo più giovane di lei. L’amore è legame, impedimento, dipendenza, parole strette ad Alberto, l’eterno sognatore. Ogni mattina ha una donna diversa accanto, affezionato solo alla sua libertà. Amare, infatti, significa rinunciare, lasciarsi andare, rischiare. L’amore è sbagliare, soffrire, piangere. È uno sbattere continuo di porte; è rincorrersi sotto la pioggia; è mentire senza guardarsi negli occhi. Amare è la sfida più grande: perché rischiare tanto, quando è molto più semplice essere amati? Perché  l’amore è un bellissimo spreco di tempo! È legato a un bambino che gioca con l’arco e le frecce. Colpisce e poi scappa!
Ultimo aggiornamento Martedì 30 Marzo 2010 22:31
 

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