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Home Associazionismo L'informazione e le mafie, marciamoci insieme
L'informazione e le mafie, marciamoci insieme
Scritto da giuseppe mancini   
Domenica 23 Marzo 2008 00:00
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Qualcuno un po’ distratto potrebbe pensare che L’Arci a Molfetta si impegni solo nell’organizzare concerti o addirittura ignora del tutto la sua esistenza. Invece il nostro bel “Cavallo di Troia” ha pensato bene di organizzare una rassegna cinematografica che, per problemi di natura logistica, ha proposto alle scuole medie superiori e più precisamente all’ITC “Gaetano Salvemini” di Molfetta.

Ancora una volta il target è la conoscenza del mondo giovanile e del suo rapporto con i temi riguardanti la mafia, fatta attraverso un questionario rivolto agli studenti del triennio dal tema: “quanto conosci e quanto vorresti conoscere della lotta alle mafie”.

Il cineforum partito il 7 febbraio, ancora in programmazione, prevede la visione di 7 film fino al 27 marzo. Questo progetto, valido per il rilascio di crediti formativi, si concluderà il 5 aprile ore 11:00 con un incontro con gli studenti, in cui interverrà come ospite Umberto Santino, fondatore e presidente del Centro Siciliano di Documentazione “Peppino Impastato”. A chiusura della rassegna, verrà piantato nel cortile della scuola un alberello di ulivo, che insieme alle foglie si farà carico di alcuni pensieri trascritti su pezzi di carta dopo ogni cineforum dagli studenti che hanno preso parte al progetto.

La risposta degli studenti è stata solo di una trentina di persone rispetto all’intero triennio; questo però non ha scoraggiato gli organizzatori della rassegna che hanno sentito forte l’esigenza di parlare di mafia ai giovani dato che la scuola poco affronta questi temi di carattere socio-politico. In molti sono a non conoscere termini come Cosa Nostra, cosca, Camorra, pizzino, e a ignorare chi siano Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Peppino Impastato, Giovanni Carnicella.

Non voglio saltare a conclusioni affrettate decidendo su che istituzione puntare il dito per questa mancanza; voglio dire soltanto che non serve attraversare lo stretto per trovarsi faccia a faccia con la mafia. Di sicuro centrale è il ruolo della scuola, di ogni ordine e grado, dove, attraverso forme diverse, si capisce, si approfondisce e  si realizza sempre in una ottica di educazione alla legalità democratica, alla responsabilità, alla cittadinanza.

Sia l’ARCI che LIBERA (quest’ultima è un coordinamento di 1300 associazioni che dal ’95 promuove la legalità, la giustizia e la lotta alle mafie), si sono impegnati a far si che questo progetto diventi un progetto nazionale entrando a far parte del progetto 100 passi, che raccoglie tutti i progetti inerenti la legalità. Il 15 marzo, inoltre, in occasione della XIII giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie, il progetto ha visto la partecipazione alla carovana antimafia che quest’anno si svolge a Bari, con il patrocinio della Regione Puglia. In questo modo, partendo dal tradizionale spazio della scuola e delle altre agenzie formative, le diverse capacità espressive della persona possono essere sollecitate attraverso progetti e iniziative finalizzate a costruire nuovi spazi di cittadinanza.

Le mafie e le illegalità tutte, si scontrano con il sapere perché la conoscenza rende gli uomini liberi e consapevoli dei propri diritti e ciò rende molto più difficile la presa criminale sulle coscienze e le intelligenze. Auguro lunga vita a questo progetto e chissà tra qualche anno potremmo parlare di mafia come un qualcosa che appartiene solo al passato e non ad un incerto presente.

Consentitemi di chiudere con le parole del giudice Falcone: "A questa città vorrei dire: gli uomini passano, le idee restano, restano le loro tensioni morali, continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini."

 

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