Il tema della donazione degli organi appare, a prima vista, abbastanza angustiante perché inevitabilmente rimanda al concetto di morte e quindi di sofferenza. Tuttavia, se riusciamo a guardare oltre, si capisce come tale argomento non si riferisce solo alla morte, ma soprattutto alla VITA. Ed è proprio questo, l’aspetto che l’AIDO (Associazione Italiana per la Donazione degli Organi) cerca di esaltare.
Questa associazione è presente anche a Giovinazzo, dove è sorta nel 1992.
Il Gruppo è intitolato a mio cugino: “Luigi Depalma”. Luigi aveva solo 14 anni quando una domenica pomeriggio fu investito da una macchina; entrato in coma irreversibile, i suoi genitori diedero il consenso all’espianto degli organi esaudendo un suo espresso desiderio. Proprio qualche giorno prima, parlando con i genitori, Luigi diceva che era sciocco, una volta morti, portare con sé i propri organi quando questi potevano essere utili per salvare la vita di altri uomini. I suoi organi furono trapiantati in persone che da quel momento poterono riprendere a lavorare, a sognare, a pensare al futuro, insomma….a VIVERE.
Quando ciò successe, io avevo 13 anni e, in quell’età di spensieratezza, non avevo mai pensato alla morte e alla donazione di organi. Quello che mi accadde, mi fece riflettere e da quel momento sono stata sempre convinta che mio cugino aveva ragione; che senso poteva avere conservare degli organi ormai morti quando invece si poteva restituire la vita a quanti non l’avevano mai avuta completa!?!
Forse, la mia adesione all’AIDO è stata naturale e “facilitata” da questa esperienza vissuta in famiglia, ma non solo. La mia volontà di far parte di tale gruppo è frutto del desiderio di partecipare alla sua mission, ovvero fornire tutte le informazioni relative alla donazione degli organi. Da qualche anno la scelta di donare o meno gli organi dopo la propria morte, non è più affidata al congiunto o ai figli o ai genitori, ma ognuno ha la possibilità di far valere la propria opinione, positiva o negativa che sia. Ed è per questo che l’AIDO non ha lo scopo di “convincere” la gente a dare il proprio assenso, ma di INFORMARE. È questa la sua parola d’ordine: essa opera in modo che chiunque sia in grado di fare una scelta consapevole eliminando tutti i pregiudizi, anche religiosi, ma soprattutto medici che si aggirano attorno a tale argomento. Ed è proprio per confutare tali dubbi che, in tutti gli incontri che organizziamo, siamo affiancati da medici che, volontariamente ci aiutano nella nostra attività. Quello che maggiormente ci sta a cuore, è informare i giovani; ecco perché, ogni anno, ci incontriamo con i ragazzi delle locali scuole medie. È un impegno che rispettiamo in maniera puntuale; in questo modo siamo certi che tutta la popolazione di Giovinazzo ha sentito parlare, almeno una volta, della problematica legata alla donazione degli organi.
Sicuramente essere parte attiva di una associazione comporta dei sacrifici. Ci sono periodi dell’anno in cui il lavoro da svolgere è parecchio, soprattutto in occasione delle manifestazioni che “ci inventiamo” per attirare sempre nuova gente ai nostri incontri. Ma tutto questo mi dà grande gioia perché sento di fare qualcosa di utile per diffondere la cultura della solidarietà. È bello pensare che anche io possa contribuire, anche indirettamente, a migliorare l’esistenza di tutti coloro che hanno la propria vita legata…. ad un atto di generosità!








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